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Phil Hogan. Let us not forget the enormous progress we have made in Europe

Sustainability / -

Phil Hogan intervista Forum agricoltura
Daniele Mascolo @ Expo 2015

With a responsibility to contribute to global food policy, to eliminate hunger in the next 15 years, more than 400 delegates came to Expo Milano 2015 to the International Forum for Agriculture. Over 800 million people suffer from hunger and we must be able to produce more.

Considering that 75 percent of the world's poor depend 100 percent on agriculture, the Forum held at the Universal Exhibition was an opportunity to discuss the challenges related to agriculture. The European Union, for years, has been involved in the protection of agricultural land, protecting small farmers and promoting the application of technological innovations. For two days the delegates discussed concrete actions to increase the resilience and sustainability of agricultural systems in every part of the planet. Phil Hogan, European Commissioner for Agriculture and Rural Development, stressed the importance of the political role that has allowed Europe to make progress in the last 50 years.
 
Could this international forum be an opportunity to make progress on issues related to agriculture? What do you expect from this meeting?
 
What I think is that first of all Minister Martina deserves great credit for bringing together over 140 delegations from all over the world to discuss a global problem: providing food for the increasing populations of the world, which we expect will reach 9 billion by 2050, so it’s everybody’s business to make sure that food security is a key political issue in the years ahead.
 
We posed the same question to Federica Mogherini: Do you think that in future we can talk about a European food? Can you imagine that in the near future, Europe can be proud of its agricultural market and its products? Will there be a European label or something similar?
 
I think a lot of people don’t realize that after the Second World War we had people in Europe who were starving, who had need for food, and that’s why the Common Agricultural Policy was established in 1958. And after 50 years we’ve come a long way; 50 to 60 years in actually developing not just quality food, but safe food, and we have been able to feed the population of Europe. So we have a great deal of knowledge and experience and a lot of structures and programs. Some have been successful, some perhaps have not been as successful, but we have a lot of that experience that we can bring to the table. With a forum like this, facilitated by Expo Milano, we can, with our global partners, see what has to be done to feed the populations of the world.
 
Minister Martina, in his introduction to the conference, highlighted the various meetings to be held in 2015, up until the climate change conference to be held later this year in Paris, on issues related to agriculture and the environment. What do you think will be the challenge on which we can make the most progress?
 
I think that we have to respect environmental constraints in relation to food production in the future and even though all the events and meetings are important, I think that the Climate Change meeting in Paris is also a critical element in ensuring that we have a sustainable agriculture policy in the years ahead to help feed the population of the world.
 
 

Anita Nair. È nella natura delle donne, nutrire il mondo

Cultura / -

La scrittrice indiana ha contribuito al romanzo 'Novel of the World' pubblicato nell'ambito delle Women's Weeks di Expo Milano 2015, con un breve saggio che tratteggia, a tutto tondo, l'importanza del cibo per la vita e il ruolo delle donne nel futuro. Con qualche curiosità: per esempio, nel sud dell'India, quando due persone si incontrano, non si dicono "Ciao". Si dicono: "Hai mangiato oggi?", in segno di saluto e di reale, concreto interesse per l'altro.

L’equilibrio tra le città e la campagna: la carrying capacity

Sostenibilità / -

carrying capacity equilibrio citta campagna
© 237/Martin Barraud/Ocean/Corbis

In Italia l’urbanizzazione erode 70 ettari di suolo agricolo al giorno. Nel mondo l’incremento demografico, l’importazione di cibo e l’insicurezza alimentare rendono incerto il futuro del pianeta. Ricucire il rapporto tra città e campagna è un importante passo verso la sostenibilità.

Nel 2008, contestualmente alla crisi alimentare mondiale, in Italia sono stati prodotti 43 milioni di tonnellate di cemento. Nella classifica mondiale, il nostro Paese è al quarto posto per il rapporto tra cemento prodotto/superficie e al quinto per rapporto cemento prodotto/abitante. Nell’ultima edizione del Rapporto sul Consumo di Suolo l’Ispra dichiara che il 7,3 per cento del territorio italiano è urbanizzato, di cui il 47  per cento da infrastrutture, il 30 per cento da edifici e il 14 da aree di parcheggio e cantieri. Impermeabilizzare il suolo agricolo produce profitto economico e allo stesso tempo effetti negativi sulla qualità della vita. La pressione antropica e il processo di urbanizzazione si traducono nella frammentazione delle aree rurali e nella perdita progressiva del potenziale produttivo del suolo.
 
Il terreno agricolo è un patrimonio prezioso
“Il suolo è uno dei beni più preziosi dell'umanità. Consente la vita dei vegetali, degli animali, e dell'uomo sulla superficie della terra”, con questa definizione il Consiglio d’Europa (Carta Europea del Suolo, 1972) introduce il tema della tutela del territorio agricolo.
Il concetto di rete ecologica viene elaborato nelle successive disposizione previste dalle Convenzione di Rio del giugno 1992, della Direttiva Habitat del maggio 1992 e della più recente Convenzione Europea sul Paesaggio (2000), di cui si sottolinea l’importanza della salvaguardia delle aree agricole e delle aree naturali urbane. Purtroppo in Italia, in ogni secondo vengono urbanizzati da 6 a 8 metri quadrati di suolo agricolo. L’uso di asfalto e cemento, l'impiego di macchinari agricoli pesanti, la deforestazione, le irrigazioni inadeguate a cui si deve la salinizzazione dei suoli e l'impiego di sostanze chimiche distruggono il substrato fertile del suolo, la terra viene impoverita e resa incapace di produrre cibo (Ispra, 2012).
 
La diffusione del suolo antropizzato in relazione all’incremento demografico
Il futuro del nostro pianeta non sembra sostenibile. Lo dimostrano alcuni studi svolti da Shlomo Angel della New York University sulla diffusione del suolo antropizzato in relazione all’incremento demografico. Contro l’insicurezza alimentare  è necessario intervenire sulla disponibilità delle risorse alimentari locali e sullo sviluppo del rapporto tra città e campagna. L'ambiente offre all'uomo le risorse necessarie per la sopravvivenza di un numero limitato di individui. In un contesto mondiale in continua crescita demografica l’impermeabilizzazione del suolo agricolo deve essere tenuta sotto la soglia della carrying capacity, ovvero della capacità del suolo di produrre risorse. Nelle città l’incremento demografico e l’uso del suolo sono legati da una legge di scala che descrive una struttura sociale dipendente dai sistemi di distribuzione delle risorse, prima fra tutte quella alimentare. Comprendere e prevedere lo sviluppo di un organismo urbano autonomo e sostenibile è possibile solo attraverso una programmazione resiliente del ricollocamento delle attività produttive all’interno delle prime corone urbane.  La produzione di cibo nelle strette vicinanze dei nuclei urbani comporta la tutela della biodiversità e delle caratteristiche chimico fisiche del suolo, quindi una migliore qualità alimentare e un freno concreto all’irrazionale urbanizzazione a scopi speculativi.
 
 

Over a million people are already #FoodConscious. What about you?

The ExpoNet Manifesto