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Mauro Moretti. The next agrarian revolution? It requires precision

Innovation / -

The application of satellites and drones in agriculture allows a production of greater quality and protection from natural disasters. For this Expo Milano 2015 has proposed a forum on space and aviation technology, in which Finmeccanica will have a place of honor.

Talking with Simone Molteni, director of ExpoNet, Mauro Moretti, CEO and Director General of Finmeccanica, the first Italian industrial group, illustrated the contribution that aeronautics and space-derived technologies can offer to the fields of agriculture, environment, making available quality food for everyone, in line with the Theme of Expo Milano 2015 “Feeding the Planet, Energy for Life”.
 
Echoing the words of the Minister Martina during the conference, “We protect our land from above: from satellites to drones”, Moretti reminded us that we are facing a revolution that is equal to that of the tractor: in fact, precision farming will allow for the monitoring of  the territories and for protection against disasters to guarantee a better production, stability and prosperity for this sector.
 
“The Expo is a showcase, but, most of all, it is a great forum for discussion. A basis is necessary to create initiatives for the future. Today, for example, Minister Martina launched the idea of a common table to become leader in this field that combines agriculture and high technology. This is a sector that is very requested, for example, by Arab countries, to which Italy could export expertise”.
 
Once again, the presence of Finmeccanica at Expo Milano 2015 consolidates the role of the Universal Exposition to serve as a platform for a global, cross-topic debate on production in various sectors.
 

Il Bangladesh, dove il riso ha un cuore sostenibile

Cultura / -

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Il Bangladesh è una terra dalle antichissime origini, nata sotto l’influenza della cultura indiana oggi è una delle massime produttrici di riso al mondo. La musica, la letteratura e soprattutto la cucina rappresentano tutta l’importanza della cultura bengalese nel mondo. A dimostrarlo il Padiglione a Expo Milano 2015.

Esotica e fiabesca la storia del Bangladesh, l’antico Bengala, è costellata di intrighi e di
conflitti che, più o meno romanzati dal tempo, hanno visto affrontarsi nei secoli le
popolazioni che si contendevano questa splendida terra. Il commercio è sempre stato la
principale attività di sussistenza del Paese e, dopo la breve dominazione portoghese, a
dare una netta conformazione portuale alle città sorte lungo il Golfo del Bengala. Stretto
nell’abbraccio delle terre più orientali dell’India, sotto il dominio inglese del
Commonwealth, il Bangladesh ha raggiunto la sua indipendenza nel 1971, mentre le
prime elezioni democratiche si sono tenute solo nel 1991. Nonostante i conflitti che hanno
percorso questo Paese la cultura bengalese non è mai stata abbandonata, il Bangladesh
conserva infatti la tradizione musicale, molto vicina a quella indiana, la cui massima
espressione è rappresentata dalla lirica accompagnata dai tipici strumenti monocorda, gli
ektara. Il patrimonio letterario bengalese è poco conosciuto, ma è ricco di antichissime
opere a carattere religioso che rievocano le storie degli eroi bengalesi.
 
Il riso e la frutta, due alimenti fondamentali per la cucina bengalese
La cucina tipica del Bangladesh è caratterizzata dalla preparazione del riso, spesso
condito con il curry e accompagnato dalla carne di pollo o di pesce. Il cibo bengalese è
spesso speziato ed esclude per motivi religiosi la carne di maiale, i piatti tipici sono infatti il
Biryani, preparato con riso, pollo, uova e verdure, e il Pilao, una sorta di riso fritto con
carne e legumi. In Bangladesh, a tavola si bevono le spremute di frutta, soprattutto mele,
mango e lime e latte di cocco, e naturalmente il tè, di cui il Bangladesh conta una
ricchissima varietà. La frutta è la regina della cucina bengalese e compone anche la
maggior parte dei dolci, solitamente a base di riso, miele e frutta secca.
 
Un Padiglione mirato alla sostenibilità
Il Padiglione del Bangladesh, all’interno del Cluster del Riso, presenta la forte vocazione
agricola e commerciale del Paese, da sempre concentrato nella produzione e nella
lavorazione del riso. All’interno del Padiglione, la visita si concentra sul tema della
sostenibilità e di come il Paese sia riuscito a raggiungere una produzione alimentare
sufficiente per il fabbisogno della popolazione grazie all’impiego di metodi di produzione e
di tecnologie innovative. Inoltre, un’intera parte della mostra è dedicata ai risultati del
Bangladesh Rice Research Institute sull’adattamento delle colture del riso ai cambiamenti
climatici.
 
 
 
 

Josè Rallo. Il vino è un coro, ma quando canto sono una solista

Gusto / -

Josè Rallo Donnafugata

Ogni vino ha un carattere, ogni sorso regala un’emozione. Josè Rallo, titolare dell’azienda siciliana Donnafugata, ha unito la sua passione per il vino a quella per la musica e ha prodotto due CD in cui ogni vino di sua produzione viene abbinato alla canzone che più lo rappresenta. Un successo che ha fatto registrare tre serate sold out al Blue Note di New York.

La musica può descrivere e intensificare l’emozione regalata da un bicchiere di vino. Così Josè Rallo, titolare della cantina siciliana Donnafugata e imprenditrice del vino di quinta generazione, ha pensato di produrre un CD musicale per accompagnare la degustazione dei suoi vini. Ha scelto i brani e li ha cantati personalmente, insieme a un gruppo di amici musicisti professionisti. L’idea è piaciuta così tanto che è stata invitata a cantare le emozioni del vino siciliano al Blue Note, il più famoso jazz club di New York: tre serate da tutto esaurito.
 
Come le è venuta l’idea di “cantare” i suoi vini?
Amo la musica e amo il vino. Ogni vino ha un carattere tutto suo, un aroma e un gusto precisi, comunica un messaggio e regala un’emozione. Volevo fare in modo che, ogni volta che qualcuno assaggiasse uno dei miei vini, potesse goderlo in musica. Questi brani non sono solo l’accompagnamento musicale perfetto per quel vino, ma ne descrivono il carattere.
 
Dall’idea alla realizzazione il passo è stato breve e ha prodotto due CD, Music and Wine Live, mettendosi in gioco in prima persona...
Sì, canto da quando sono piccola, così ho deciso di interpretare personalmente i brani. I vini che produco sono parte di me, sono l’essenza della storia della mia famiglia, cantarli significa dare davvero tutta me stessa al pubblico. Sicuramente nessun produttore ha mai cantato personalmente il suo vino, in questo penso di essere unica. Il gruppo è formato da me, mio marito e otto amici, musicisti professionisti. Per il secondo CD ci ha accompagnato un’orchestra di 15 fiati.
 
Ci fa qualche esempio di “abbinamento” tra musica e vino?
Il Lighea è uno zibibbo di Pantelleria, secco e molto aromatico, con grandi profumi: lo abbino a un samba, vitale, deciso e divertente. Il Mille e una Notte, un grande rosso da uve Syrah, con aromi complessi e forte persistenza, invece, per me è un ballad, un genere del jazz più lento, melodico e romantico.

Per chi cerca la sensualità per una serata romatica?
Sicuramente il Ben Ryè, vino dolce e sensuale, perfetto da bere ascoltando una bossanova, per dare un ritmo brasiliano a un incontro romantico a due.
 
Vino e musica è una formula vincente, visto che siete arrivati fino al Blue Note, il famoso Jazz Club di New York.
Sì, mentre cantavo la gente impazziva ed era bello vederli cantare, accompagnare il ritmo e sorseggiare il vino siciliano. Un’atmosfera piacevole, festosa, carica di emozioni, come solo la musica e il vino possono creare. Tre serate da 230 persone che hanno registrato in pochi giorni il tutto esaurito. La copertina del cd è stata per 6 mesi sul sito web del Blue Note: gli organizzatori ci hanno detto che il visual piaceva tantissimo e in molti hanno richiesto che le serate di abbinamento tra musica e vino venissero riproposte.

Cosa farà per Expo Milano 2015?
Organizzeremo una serie di eventi e degustazioni nel Cluster Bio-Mediterraneo. Expo è l’occasione per raccontare la Sicilia, terra di sole e di luce, immersa in un mare che è infinito che non separa, ma collega ad altre terre, unendo i popoli che condividono i prodotti e la cultura mediterranea.
 
Una cosa che la rende orgogliosa.
La pratica agricola della vite ad Alberello che è diventata patrimonio dell’umanità, una modalità di coltivazione antichissima, pensata dai Fenici, che i contadini siciliani hanno migliorato nel tempo. La vite viene coltivata in una conca, che la protegge dal vento e convoglia e mantiene l’umidità. Senza l’alberello non ci sarebbe il paesaggio siciliano. La certificazione è il giusto riconoscimento per il lavoro dei nostri contadini eroi.

La tua famiglia produce vino da 5 generazioni. È dura essere una donna imprenditrice del vino?
Sì, infatti quando parlo di vino sento una grande responsabilità, perché so che devono onorare il lavoro dei miei antenati, dei miei genitori e di tutti coloro che lavorano e hanno lavorato in azienda. La musica, invece, è una passione tutta mia, riguarda me e solo me, mi fa sentire libera e leggera. Il vino è un coro, quando canto sono una solista.
 

Over a million people are already #FoodConscious. What about you?

The ExpoNet Manifesto