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E’ rimasta tanta “polvere di stelle” sull’asfalto del decumano di Expo. Un palcoscenico per cantanti, attori, scrittori, fotografi, sociologi lungo sei mesi. Ma un palcoscenico speciale. Perché i tanti rappresentanti dello star system e della cultura pop, si sono spogliati della loro visibilità per dare spazio al tema di Expo: Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita. Testimonial che hanno decuplicato, grazie alla loro influenza social, il messaggio dell’esposizione raggiungendo anche chi non ha potuto partecipare fisicamente a Expo. E’ il caso di Bono, leader degli U2 che ha fatto rimbalzare la sua voce in tutti gli angoli del pianeta. “Possiamo risolvere il problema della fame nel mondo?  – ha detto il cantante di One, impegnato nel World Food Programme – Assolutamente sì. Abbiamo già cibo a sufficienza per nutrire tutti. Manca solo la volontà politica di distribuirlo. E anche migrante è una parola politica. Oggi sono profughi e rifugiati a scappare da un posto che amano. Lasciano la loro casa perché non ne hanno più una. E su questo tema ringrazio il presidente del Consiglio italiano Matteo Renzi per la sua leadership”.

E’ un lungo elenco quello delle celebrities impegnate sul fronte degli obbiettivi del Millennio. Da Hollywood è arrivata Sharon Stone che ha visitato il Padiglione di Save the Children. L’attrice americana ha lanciato un intenso appello per i rifugiati:  “Vi ringrazio moltissimo per essere qui. Save the Children e Pilosio (Pilosio Peace Award, riconoscimento a soggetti creatori di progetti dal forte valore sociale o culturale, ndr) stanno facendo moltissimo per ridare una casa a coloro nel mondo che l’hanno persa a causa di guerre e calamità. Ma per continuare in questa direzione serve l’aiuto di tutti, ognuno di voi può fare moltissimo per vincere questa sfida”.

Dal mondo dell’immagine, ma questa volta non in movimento, è arrivata la testimonianza di Sebastião Salgado, il grande fotografo, che negli ultimi dieci anni ha lavorato documentando la storia del caffè dalla piantagione alla tazzina in vari paesi del mondo, creando un racconto lirico sulle persone che lo producono. La letteratura e la semiologia hanno parlato per bocca di Umberto Eco che ha raccontato davanti ai Ministri dei Beni Culturali del mondo “la globalizzazione buona” sostenendo che “la cultura crea nuova fratellanza”. Dall’autore del Nome della Rosa al grande sociologo Zygmunt Bauman. Il teorico della società liquida a novant’anni ha voluto vedere con i suoi occhi gran parte dei padiglioni.

Anche lo sport ha avuto i suoi testimonial. Tanti. A partire dalla tennista Flavia Pennetta, reduce dalla vittoria agli Us Open: “Giovani, seguite i vostri sogni”. La lista è lunga. Basta ricordare alcuni nomi: il campione del mondo di Formula 1 Lewis Hamilton, Tania Cagnotto, Giuseppe Gibilisco, Ivan Basso, Marco Belinelli, Clarence Seedorf, Martin Castrogiovanni, Dejan Stancovic, Mario Balotelli. Folta anche la presenza di cantanti e musicisti, da Francesco De Gregori a Elisa. Da Mario Biondi a Giovanni Allevi. Da Gianni Morandi a Eros Ramazzotti. Ognuno di questi personaggi ha dato voce non a se stesso ma ai grandi temi toccati da Expo.

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