DA RIO+20: Azioni e Programmi dell’Italia per lo Sviluppo Sostenibile

“Il futuro che vogliamo” è il documento sottoscritto a Rio+20 dai governi del mondo, un documento di natura principalmente programmatica, che avvia numerosi processi – internazionali e nazionali – su temi considerati cruciali per il futuro del Pianeta. Rio+20 sembra anche aver sancito più che mai   - in principio e nei fatti – la fondamentale importanza della società civile alla definizione e all’attuazione delle politiche di sviluppo sostenibile.

Questo incontro, organizzato come arena che mette in connessione l’Italia attraverso due sedi in diretta streaming, vuole fare una verifica degli esiti del  summit  e  contribuire  ad  individuare  i  prossimi  passi  da  fare  per  i diversi settori della società presenti (territori, enti locali, associazioni, business) in connessione con il governo e l’UE, avendo come orizzonte temporale il 2015, anno di Expo e di scadenza dell’impegno sugli Obiettivi di Sviluppo del Millennio.

L’Italia ha confermato la volontà di concretizzare programmi per una green economy che sradichi la povertà nel mondo e assicuri la sostenibilità ambientale   con   equità   e   giustizia,   ed   è   quindi   necessario   che   si moltiplichino le opportunità per uno scambio di idee e proposte per azioni e programmi da realizzare nel nostro Paese e in iniziative di cooperazione allo sviluppo.

La lotta alla fame nel mondo è un presupposto cruciale della sostenibilità, e siamo  certi  che  ci  siano  potenzialità  incredibili  per  collocarla  in  um impegno coerente di tutti noi con le politiche nazionali ed europee legate ai nuovi indicatori di benessere e della crescita, e all’impegno del mondo del business & industry su 6 ambiti che li coinvolgono (clima ed energia, acqua ed ecosistemi, agricoltura e cibo, economia e finanza dello sviluppo sostenibile, sviluppo sociale, urbanizzazione e città).

La sfida dell’incontro: troviamo i luoghi dove essere interfaccia e non fermarci al ruolo consultivo, in una rinnovata responsabilità per “il futuro che vogliamo”. I protagonisti presenti, rappresentanti della società e dell’economia civile (enti locali, associazioni e ong, università, industria, settori produttivi, esponenti governativi), verranno invitati a intervenire subito  dopo  ogni  intervento  introduttivo,  tra  Roma  e  Milano,  in  un confronto diretto con i relatori.

Il Programma

Settembre212012