Oltre 20 milioni di visitatori, più di 150 partecipanti e circa 5000 eventi realizzati in 184 giorni di esposizione; questi in sintesi i numeri di Expo Milano 2015. Tuttavia, al di là dei dati statistici, certamente importanti, il successo di Expo è da leggere nell’entusiasmo dei visitatori di fronte allo spettacolo dell’Albero della Vita, nei sorrisi dei bambini che hanno assistito alla parata di Foody e nell’enorme varietà di profumi e sapori che hanno deliziato milioni di persone.

Il lungo cammino verso Expo Milano 2015

Quello di Expo Milano 2015 è stato un lungo viaggio, iniziato il 31 marzo del 2008, quando il Bureau International des Expositions ha deciso di assegnare a Milano il compito di organizzare la nuova Esposizione Universale, e ancor prima, nell’ottobre del 2006, quando il Governo italiano decise di proporre la candidatura meneghina al BIE. Da quel momento, la città ha lavorato incessantemente per prepararsi al meglio ad accogliere l’Esposizione e i visitatori che sarebbero giunti a Milano da ogni parte del mondo. E Milano non ha certo deluso. Il risultato più evidente di questo enorme lavoro di preparazione è stato senza dubbio il Sito Espositivo che ha ospitato la manifestazione, ma anche la stessa città che ha goduto di una nuova primavera culturale attraverso una profonda opera di riqualificazione e rilancio.

Padiglioni, Cluster e un’eredità importante

Oltre i Padiglioni e i Cluster (concept attraverso il quale numerosi Paesi hanno potuto partecipare alla manifestazione), sono stati i temi la vera struttura portante di questa Esposizione che fin dal claim, “Nutrire il Pianeta, Energia per la vita”, ha avuto come obiettivo quello di dare delle concrete risposte a questioni importanti quali lo sviluppo sostenibile e la sicurezza alimentare. La sintesi ultima di tutte le risposte elaborate in seno all’Esposizione 2015 è stata la Carta di Milano, un documento programmatico firmato da Capi di Stato e di Governo, rappresentanti della Società Civile e delle Organizzazioni Internazionali, da personalità e semplici cittadini, che rappresenta il lascito di Milano al dibattito internazionale sull’utilizzo sostenibile delle risorse del Pianeta soprattutto in ambito alimentare.

Una fucina di idee per il futuro

Expo Milano 2015 è stato anche un grande laboratorio di idee e di spunti di riflessione, un’occasione per riscoprire antiche tradizioni e per conoscere culture e Paesi lontani, una finestra sul mondo della tecnologia e dell’innovazione, che ci ha permesso di sbirciare quello che sarà il futuro dell’agricoltura e della produzione alimentare a livello mondiale. Tantissimi sono stati anche i programmi portati avanti prima, durante e dopo l’Esposizione, progetti riguardanti differenti tematiche tutte connesse strettamente con i focus identificati dai curatori di Expo Milano 2015. Tra i tanti vanno ricordati il progetto Together in Expo che ha coinvolto centinaia di scuole di tutto il mondo e Me & We – Women For Expo, che ha puntato i riflettori sul ruolo chiave della donna in ogni settore della produzione e nella preservazione della cultura nel senso più ampio del termine.

I mille volti di Expo Milano 2015

E poi i personaggi, le personalità e le persone che hanno incrociato le loro strade con quella di Expo, partecipando a vario titolo all’Esposizione milanese. Quelli di cui parliamo non sono solo i potenti della terra, da Ban Ki Moon al Papa, da Angela Merkel a Dilma Rousseff, e nemmeno le grandi personalità della cultura e dello spettacolo mondiale quali Zygmunt Bauman, Bono e Amartya Sen la cui presenza ha suscitato l’interesse della stampa italiana e internazionale. I veri protagonisti di Expo Milano 2015 sono stati i visitatori, i lavoratori e gli ambassador che con il loro entusiasmo e il loro impegno hanno contribuito al successo di questa manifestazione che ora cede il testimone ad Astana per Expo 2017 e a Dubai, che organizzerà la prossima Esposizione Universale prevista per il 2020.