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Short Film Marathon alle Women’s Weeks di Expo Milano 2015: cortometraggi da tutto il mondo dedicati alle donne e fatti dalle donne

2 lug

2 luglio

Shortfilm dettaglio
Il 2 luglio alle 19.30 all’Expo Centre, in un evento aperto al pubblico, WE-Women for Expo in occasione di “L’altra metà della Terra – Women’s Weeks” presenta una selezione di cortometraggi da tutto il mondo bilanciando una selezione tra film dedicati alle donne e film realizzati da donne. Immagini, suoni, colori, fotografia: tutto si unisce per raccontare attraverso i cortometraggi il punto di vista femminile in diverse età della vita, in diversi Paesi e in diversi tipi di rapporti.

Ecco una breve descrizione dei singoli corti che verranno trasmessi domani.

Pour de vrai di Blandine Lenoir (2007, 12’, Francia): Una donna, disperata all’idea di perdere suo figlio, vaga per casa, paralizzata dalla sua incapacità di salvare sua figlia in coma. C'è qualcosa che non va in tutta questa disperazione...

Ciao Bambino di Thibaut Wohlfahrt (2011, 20’, Belgio): Baptiste ha 17 anni e un rapporto piuttosto conflittuale con la madre, Nadine, come è normale alla sua età. Affida a un video diario le sue emozioni, pensieri, riflessioni sulla vita. Per il giorno del suo compleanno, la madre organizza una gita la mare. Tra confidenze, tentativi di avvicinamento, resistenze e rifiuti, il finale ci accompagna verso un annuncio inatteso. Il rapporto tra Baptiste e Nadine è davvero ormai irrecuperabile? Il regista Thibaut Wohlfahrt è nato nel 1986, frequenta l’Institut des Arts de Diffusion in Belgio e con questo film ci offre un racconto inusuale del classico rapporto madre/figlio.

Là où je suis di Myriam Magassouba (2012, 25’, Canada): Mimi e Sophie sono grandi amiche. Una notte, nel cuore dell'inverno in Québec, Sophie rimane uccisa in un incidente stradale. Mimi dovrà affrontare la separazione e trovare il modo, anche attraverso la danza che le univa, di elaborare quel grande dolore.

Mobile Homes di Vladimir de Fontenay (2013, 13’, USA/Francia): Segregata e costretta a prostituirsi, la giovane madre Ali cerca un’impossibile via di fuga. Un’opera claustrofobica, convulsa e folgorante, che offre uno squarcio di speranza a una storia contemporanea di schiavitù.

Tacco 12 di Valerio Vestoso (2014, 16’, Italia): Madre di famiglia esemplare è contagiata da movimenti sexy e “tipitipiteri”. La compulsione diventerà irrefrenabile. Un mockumentary dissacrante che sostiene l’idea del ballo di gruppo come patologia del secolo. Un effetto irreversibile dell’era degli “uominiedonne” chiusi nei villaggi turistici tra aquagym e bachata.

Abu Rami di Sabah Haider (2012, 18’, Libano): Mona è una bella signora di 65 anni. Suo marito Abu Rami fa il tassista da una vita. Una mattina partono per andare a trovare il figlio e il viaggio attraverso il Libano diventa occasione per affrontare il loro matrimonio. Con rivelazioni sconvolgenti.

Avant que de tout perdre di Xavier Legrand (2012, 30’, Francia): Julien deve andare a scuola, ma si nasconde invece sotto un ponte. Josephine aspetta l'autobus come ogni mattina. Una donna li carica in auto e li porta in un supermercato. Una storia ad alta tensione che affronta un tema di grande attualità.

Noelia di María Alché (2012, 15’, Argentina): È estate. Noelia, sola, nella grande e calda città. Vaga trascinandoci nel suo passatempo, incontrare diverse donne e pretendere da loro un legame materno. La fusione di generi in chiave mockumentary e la sperimentazione di linguaggio rendono il lavoro di María Alché una curiosa e piacevole stranezza.

La Reina di Manuel Abramovich (2013, 19’, Argentina): Sei una bambina bellissima e la mamma ci tiene moltissimo che tutto il mondo ti ammiri. Nella sfilata dell'anno devi sembrare una principessa, anzi una regina. Non importa quanto male fa la corona. Documentario che rivela il talento di un regista capace di raccontare le deviazioni della società dell'immagine.
 
 
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