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Scopri i formaggi del mese di giugno al Padiglione di Slow Food

13 giu

13 giugno

Lang Lang
Dal 1° giugno a fine mese si alterneranno nella proposta d’assaggio altri 13 graditissimi ospiti che ben esemplificano la ricchezza dei formaggi tradizionali i quali testimoniano la differenza di pascoli, latti, razze e tecniche produttive. Ospite fisso, per tutto il mese è il formaggio sicuramente più noto in Italia e probabilmente all’estero. Lo scrittore, pittore e musicista Alberto Savinio scrisse di lui che, nell’ambito dei formaggi rappresenta quello che il contrabbasso è nella famiglia degli strumenti a corda, il che significava identificarlo con il “formaggio base”. Di chi stiamo parlando? Del parmigiano reggiano, ovviamente, ambasciatore internazionale del gusto italiano e della cultura del buon cibo.

Pecore delle Langhe, tuma, caciofiore e stravecchio

Numerosi saranno anche i Presìdi Slow Food proposti in offerta. Slow Food ha iniziato la scorsa settimana con la tuma di pecora delle Langhe, prodotta con latte crudo ovino (addizionato talvolta con quello caprino). Dalla produzione di questo formaggio dipende anche la sopravvivenza di una razza, la pecora delle Langhe, la cui popolazione si è drasticamente ridotta dagli oltre 45.000 capi del 1950 ai 2000 attuali. Sarà possibile provare il caciofiore della campagna romana, uno dei formaggi più caratteristici del mondo, prodotto con latte ovino e caglio vegetale, ottenuto dalla macerazione dei fiori blu-violacei dei cardi selvatici e l’ asiago stravecchio prodotto con il latte delle vacche al pascolo sugli alpeggi dell’altopiano dei Sette Comuni, con profumi caratteristici che vanno dall’erba sfalciata alla frutta matura al muschio.

Montebore e casizolu

Sempre nel mondo Presìdi Slow Food, nella settimana del 15 giugno sarà possibile trovare il  montébore, una formaggetta di latte ovino e vaccino che vanta unsa storia antichissima (la prima citazione scritta della sua esistenza risale al 1513) e che negli ultimi tempi sta vivendo una vera e propria rinascita, e il casizolu, pregiato formaggio di latte vaccino a pasta filata, nonché autentica rarità in una regione come la Sardegna, che è notoriamente terra di pecorini. Nell’ultima settimana del mese torna la Sardegna, con il fiore sardo dei pastori, ma ci sarà spazio anche per il  pecorino dei Monti Sibillini utilizzando il latte crudo delle pecore sopravvissane. Dopo l’ Ogleshield inglese, si avvicenderanno in degustazione la Francia, rappresentata dal Brie de Meaux Aoc che pare fosse apprezzato nientepopodimeno che dall’ imperatore Carlo Magno e poi col famosissimo Beaufort tipico della Savoia. E, poi, ancora, la Spagna, che presenta l’ Altejó preparato con latte crudo vaccino e stagionato 4-6 mesi.

 
 

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