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Nuova puntata di Belvedere in Città: prende forma l’Albero della Vita

16 mar

16 marzo

imm dett ITA belvedere in citta 16 marzo
“Belvedere in città” è il progetto realizzato da Expo Milano 2015 e Telecom Italia che consente di seguire, attraverso l’utilizzo di droni, l’avanzamento dei lavori nel cantiere dell’Esposizione Universale. Ogni lunedì verrà presentato un nuovo video che sarà disponibile online sulla pagina  sul nostro sito e sui canali social di Expo Milano 2015. Si tratta di una serie di appuntamenti fissi che accompagneranno l’evoluzione del cantiere. Con “Belvedere in città” Expo Milano 2015 apre una finestra e un punto di osservazione privilegiato sul Sito Espositivo che, grazie alle nuove tecnologie come il 4G di TIM e alla Rete, permetterà a tutti i cittadini di seguire le fasi finali del completamento dei lavori. Il drone è guidato da un pilota certificato e sorvolerà il cantiere durante la pausa pranzo, per non intralciare i lavori di operai e tecnici e per motivi di sicurezza.
 

L’Albero della Vita

L’Albero della Vita è il protagonista di questa puntata di Belvedere in Città. Realizzata in acciaio e legno dalle imprese del Consorzio Orgoglio Brescia, la struttura è alta 37 metri, il suo tronco in acciaio ha un diametro di 2,5 metri e uno spessore di 40 cm, per un peso complessivo di 70 tonnellate. Eretto al centro della Lake Arena l’Albero della Vita sarà uno dei simboli del Sito Espositivo, ospiterà giochi d’acqua durante il giorno, di luce la sera. Il primo anello dello specchio d’acqua artificiale della Lake Arena sarà presto riempito con l’acqua proveniente dal Canale Villoresi, mentre tutt’attorno saranno piantati 100 nuovi alberi.  Gli  altri anelli si trasformeranno in gradinate per il pubblico, per un totale di 3000 posti. Una volta ultimata, nel suo complesso la piazza potrà contenere fino a 20.000 persone e collegherà l’area del Cardo, quella dei Padiglioni Corporate e il Cluster Bio - Mediterraneo.
Il rivestimento in cemento biodinamico di Palazzo Italia

Il drone ci offre poi una panoramica del Cardo, riconoscibile per le tende bianche, ai cui lati sono posizionati gli edifici prefabbricati che formano il Padiglione Italia. In basso si notano i prefabbricati bianchi che ospiteranno l’area dedicata alla UE e, più a sinistra, quella dedicata al Padiglione del Vino. Superate le tende bianche del Cardo, si notano altri prefabbricati, che saranno dedicati ai Territori e alle Regioni Italiane. Svetta sulla destra la costruzione più alta di tutto il sito e l’unica, insieme a Cascina Triulza – Padiglione della Società Civile, a rimanere in vita anche dopo i 6 mesi dell’Esposizione Universale: Palazzo Italia, completato sia nella sua struttura in cemento armato che nei suoi rivestimenti in vetro e cemento biodinamico bianco, che riproducono le sagome di un giardino. Attualmente sono in corso i lavori di rivestimento della corte interna e gli allestimenti dei sei piani dell’edificio, progettato dallo Studio Nemesi, vincitore dell’apposito concorso internazionale di architettura.

Cascina Triulza

Il drone si sposta poi sulla parte Nord del Decumano e punta sulla Cascina Triulza, complesso di edifici rurali che fanno parte del patrimonio storico, architettonico e ambientale della Lombardia. L’antica Cascina Triulza è l’unico edificio che era già presente sul Sito Espositivo, essendo una delle cascine che ha segnato il paesaggio nei dintorni di Milano e che riporta la città al suo passato contadino. Grazie alla società Expo 2015, la Cascina è stata ristrutturata e dopo l’evento rimarrà in eredità alla città di Milano. Estesa su un’area di 7.900 metri quadri, la Cascina è gestita (in collaborazione con Expo 2015) dalla Fondazione Triulza, un raggruppamento di numerose organizzazioni della società civile di rilevanza nazionale e internazionale selezionato tramite un bando di gara. Cascina Triulza sarà il cuore pulsante delle attività della società civile, che saranno però diffuse su tutto il Sito Espositivo.

I fior di loto del Padiglione Vietnam

Il drone infine riparte e percorre a ritroso la parte a est di Cascina Triulza. Sono riconoscibili le forme ovoidali del Padiglione Malaysia, quindi il Padiglione Bielorussia con una ruota sulla sommità e infine le forme cubiche dei Padglioni Lettonia e Moldavia. A destra del Decumano è riconoscibile il Padiglione Vietnam, sulla cui copertura si scorgono i “ fiori di loto” che lo caratterizzano.
 
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