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Visita al Padiglione dell’Uruguay. La sostenibilità con il sorriso sulle labbra. Guarda la gallery

25 ago

Visita padiglione uruguay

I vegetariani forse dissentiranno, ma è difficile resistere al profumo di carne alla griglia che si sprigiona dal Padiglione dell’Uruguay. Il Paese ha infatti puntato sulla sua specialità - che per bontà contende il primato ad Argentina e Brasile - per attrarre al Padiglione gli amanti dell’asado (la grigliata mista consumata abitualmente la domenica in tutte le case). Nel ristorante parrilla gourmet Uruguay Natural, che ogni giorno accoglie in media 500 commensali, la carne alla griglia fornita dall’Istituto Nazionale della Carni e cucinata dagli chef Tomás Bartesaghi, Eduardo Iturralde, Rodrigo Fernández e Agustín Urrust - la fa da padrona. Anche il vino rosso e l’olio d’oliva utilizzati sono rigorosamente uruguayani. Ma l’offerta gastronomica è anche l’occasione per spiegare che, nel Paese sudamericano, tutti i capi bovini sono completamente tracciati, allevati a cielo aperto e nutriti nelle praterie naturali senza ricorso a ormoni o trattamenti chimici.
 
 
Quattro obiettivi fondamentali
 
La produzione ‘agro-intelligente’ è solo uno dei quattro temi intorno ai quali è articolato il Padiglione. Gli altri sono le energie rinnovabili, l’educazione e i diritti umani. Questi temi vengono introdotti sin dal percorso di ingresso al Padiglione – immerso in un giardino -attraverso quattro strutture cilindriche sulle quali sono illustrati in modo sintetico gli obiettivi dell’Uruguay nel breve periodo: arrivare al 95% di energie rinnovabili, fornire ogni alunno uruguayano di un tablet,
Sempre per ingannare l’attesa, gli organizzatori hanno pensato di mettere a disposizione dei visori 3D che propongono un’esperienza a Cabo Polonio, una cittadina della costa non ancora raggiunta dalla corrente elettrica, e che per questo rappresenta un’attrattiva turistica unica.
Il cuore del Padiglione è il video immersivo proiettato al primo piano, al quale si accede attraverso una rampa sonora di 30 metri, con suoni e rumori provenienti dall’Uruguay.
 
Il filmato rappresenta un dialogo tra generazioni
 
Il video, filmato in 4 k, è proiettato su schermi con braccia robotiche disposti attorno al pubblico.
Viene messo in scena una sorta di dialogo tra generazioni: un nonno, emigrato dall’Italia in Uruguay quand’era in giovane età, ricorda alla nipotina i grandi progressi compiuti dal Paese in ambito agricolo e produttivo e per garantire un’istruzione gratuita ai giovani, obbligatoria fin dal 1877 per volontà di Josè Pedro Varela. Gli attuali risultati sono mostrati come il frutto dell’impegno e della laboriosità del popolo uruguayano, che pur nelle fatiche quotidiane mantiene una grande allegria e voglia di godersi la vita. Un esempio? La grande passione per il calcio che accomuna tutti gli uruguayani.
 
 
 

 
 

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