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Visita al Padiglione del Belgio. Il corridoio del tempo che porta al futuro del cibo. Guarda il video e la gallery

24 ago

Padiglione Belgio visita immagine dettaglio

Attrarre, informare, affascinare. Sono tre gli obiettivi (e altrettante le aree) in cui è diviso il Padiglione del Belgio a Expo Milano 2015. Che si ispira alle forme di una classica fattoria (ricorda volutamente Cascina Triulza), con le sue linee semplici in legno e vetro. Il tetto è coperto da pannelli fotovoltaici integrati di ultima generazione, realizzati con materiale organico ultraleggero in grado di catturare anche il minimo raggio solare. Grazie anche alla turbina eolica verticale all’ingresso, la struttura limita al massimo il consumo di fonti fossili.
 
 
Il profumo delle patatine fritte attira i visitatori
 
Il Belgio accoglie i suoi visitatori prendendoli per la gola: all’esterno del Padiglione, infatti, c’è un’area pic-nic con angolo street food, noto ai visitatori di Expo Milano 2015 per il profumo di patatine fritte che invade il Decumano, e che qui sono servite con le cozze nell’immancabile moules & frites. Per concludere con un dolcetto, i tipici biscotti allo zenzero vengono distribuiti all’ingresso del Padiglione. Qui, si possono scoprire i prodotti distintivi del Belgio, primo tra tutti la birra, richiamata da un muro di bottiglie stilizzate. Si può anche conoscere di più sulle diverse regioni del Belgio. Una teca contiene inoltre la riproduzione dell’Atomium, il monumento in acciaio ideato per l’Esposizione Universale di Bruxelles del 1958, in seguito divenuto simbolo della città. Di particolare richiamo in questa sezione è l’angolo del cioccolato (dominato dall’installazione di una grande cabossa sovrastante), dove Maitre Chocolatier realizzano sculture di cioccolato in un laboratorio a vista, lasciando anche un cioccolatino da assaggiare ai passanti. Lungo il percorso verso la cantina, si trovano alcune teche con gioielli (il Belgio è celebre per la lavorazione dei diamanti) ispirati ai temi alimentari, esito di un concorso per giovani designer. Il vincitore verrà decretato alla fine del semestre espositivo.
 
Insetti, idroponica, erbe selvatiche: le soluzioni per il cibo del 2050
 
Le seconda parte dell’esposizione, la cantina, ci conduce nel seminterrato del Padiglione attraverso un “corridoio del tempo”, che dal 2015 conduce allo scenario del 2050. Di che cosa ci nutriremo? La cantina è una sorta di ‘laboratorio delle soluzioni del futuro’: i sistemi presentati sono idroponica e acquaponica (con autentiche vasche di pesci), l’uso degli insetti (realmente consentito in Belgio come ingrediente miscelato ad altre farine alimentari), la riscoperta di piante selvatiche comuni.
Una scala di vetro (che rimanda naturalmente alla forma del DNA) conduce al piano superiore, una grande sfera di vetro dotata di terrazza, che ci vuole invece affascinare con le bellezze del Belgio contemporaneo. A colpire è soprattutto la grande spirale sospesa che ricorda le grandi serre reali di Laeken. Cuore dell’ultima sezione, è la tipica birreria belga, che offre una ricca selezione di birre tipiche, sovrastata da tanti tubi di rame di diversa lunghezza e dimensione.
Qui è anche possibile degustare alcuni piatti tipici belgi a base di pesce o carne.
 
 
 
 

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