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Visita al Padiglione degli Emirati Arabi Uniti. Tra le dune del deserto per scoprire l’importanza di acqua e datteri, verso Dubai 2020. Guarda il video e la gallery

20 ott

Padiglione Emirati visita immagine dettaglio

È uno dei Padiglioni più facilmente riconoscibili di Expo Milano 2015: le dune del deserto che contraddistinguono la struttura degli Emirati Arabi Uniti attira l’attenzione fin da lontano. D’altronde, l’architetto che ha progettato il Padiglione è il prestigioso Norman Foster, dell’omonimo studio britannico Foster&Partners. L’archi-star non si è semplicemente lasciata ispirare dalle dune del deserto: queste sono state fotografate e riprodotte nei minimi dettagli in una struttura in resina in grado di trattenere il fresco. E anche il pavimento della rampa verso l’auditorium è lievemente ondulato: ai visitatori sembra di attraversare le gole desertiche degli Emirati.
Questa particolarissima costruzione ha già un futuro: la notte del 31 ottobre sarà smantellata e trasportata a Masdar, una delle smart city più avveniristiche al mondo. Un simile dispiego di forze ha un fine preciso: il Paese vuole mostrare le sue grandi capacità in vista della prossima Esposizione Universale, che si terrà a Dubai nel 2020 con il tema Connecting Minds, Creating the Future.
 
 
12 sfide e altrettante risposte
 
Ma il Padiglione degli Emirati Arabi Uniti non vuole solo stupire per il suo aspetto: per il Paese, il Tema di Expo Milano 2015 è infatti fondamentale, in quanto l’85% del cibo è importato e la scarsità delle risorse idriche è una sfida costante. Per questo, un’ansa tra le dune contiene una serie di 48 installazioni olografiche divise in 24 cubi (ognuno visibile da entrambi i lati), che presentano 12 sfide e altrettante soluzioni. Un esempio: per affrontare la sfida del cambiamento climatico, l’International Centre for Biosaline Agricolture sta studiando piante commestibili resistenti alle condizioni saline specifiche degli Emirati.
 
Family tree, un viaggio nel passato per riscoprire le tradizioni
 
Il cuore del Padiglione è il video di dieci minuti “Family tree” mostrato sulle pareti avvolgenti all’interno dell’Auditorium. In un viaggio magico e quasi onirico, la ragazzina Sara viene trasportata nel passato, dove scopre i metodi usati dalle precedenti generazioni per ricavare l’acqua e l’importanza del dattero nel garantire la sopravvivenza nel deserto. Nell’ambiente successivo, una sorpresa meraviglierà i visitatori. Il finale in musica è accompagnato dalle fotografie scattate sulla rampa solo pochi momenti prima.
 
Verso Dubai 2020, un viaggio nel futuro per scoprire la prossima Esposizione Universale
 
L’ultimo spazio (per raggiungere il quale si scoprono le proprietà della palma da dattero) dà un’anticipazione delle principali innovazioni a cui stanno lavorando alcune aziende partner degli Emirati. Chiude il percorso espositivo l’invito a Dubai 2020. Il sito espositivo è in costruzione a metà strada tra Abu Dhabi e Dubai, per favorirne la raggiungibilità per via aerea. Il tema toccherà tre filoni: sostenibilità, opportunità e mobilità. Per saperne di più, l‘appuntamento è tra cinque anni.
 
 
 

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