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Umberto Eco a Expo Milano 2015, la conoscenza è la nostra unica salvezza

1 ago

Eco dettaglio

La seconda giornata della Conferenza internazionale “Cultura strumento di dialogo tra i popoli”, che si è tenuta il 31 luglio e l’1 agosto presso all’Auditorium di Expo Milano 2015, è stata inaugurata da una lectio magistralis di Umberto Eco. Nei due giorni milanesi si sono discusse le soluzioni con cui proteggere il patrimonio culturale mondiale dalla minaccia delle calamità naturali, dalla distruzione e dalla cosiddetta “pulizia culturale” portata dalle bande terroristiche. Nell’ambito del convegno Eco ha discusso sul ruolo dello scambio culturale e dell’importanza di tutelare tutte le forme dell'identità di un paese “perché” ha commentato lo scrittore “non è vero che con la cultura non si mangia, in molte nazioni i beni culturali costituiscono una preziosa risorsa economica e un punto fondamentale per la convivenza e la mutua comprensione dei popoli.”

La cultura genera nuove forme di fratellanza

In un mondo in cui le diverse culture non possono più ignorarsi, ma vivono in continuo contatto, Umberto Eco ha sottolineato come “l’incremento dei trasporti e del turismo, a cui vorrei aggiungere anche le immigrazioni, permette alle persone di conoscere le bellezze della cultura di altre popolazioni sconosciute prima di allora.” “Questi scambi di esperienze culturali non eliminano il razzismo e la xenofobia” continua Eco “la conoscenza di altre culture non elimina l’odio per chi appare diverso da noi, però ci fanno capire come la comprensione interculturale può contribuire a mitigare gli scontri, a ridurre le incomprensioni e a far nascere nuove forme di fratellanza.”

Lo scambio culturale, un mezzo per la salvezza

Umberto Eco chiude il suo intervento ricordando gli eventi che dalla prima metà del XX secolo ai giorni nostri hanno determinato la perdita del dialogo e dello scambio culturale, per questo “in un mondo dominato da conflitti militari, la diffusione delle cultura e la conoscenza reciproca dei beni culturali dei paesi può costituire uno degli elementi di salvezza per un pianeta sempre più globalizzato.” Lo scrittore conclude ringraziando i Ministri di tutti i paesi per il loro lavoro indirizzato “al bene di tutti e alla diffusione della conoscenza reciproca.”

 
 

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