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World Food Day. I piccoli agricoltori hanno bisogno di finanziamenti per raggiungere i mercati e la sostenibilità

16 ott

wfd pomeriggio dettaglio

Dopo le celebrazioni ufficiali che si sono tenute presso l’Auditorium di Expo Milano 2015, il World Food Day, la Giornata Mondiale dedicata all’Alimentazione, è proseguita con il convegno dal titolo “Finance for Food: Investing in Agriculture for a Sustainable Future” che si è tenuto presso l’Auditorium di Palazzo Italia. L’evento ha avuto il merito di porre l’accento sulla necessità di aumentare gli investimenti e la produzione agroalimentare sostenibile da parte dei piccoli coltivatori e delle piccole e medie imprese rurali. Una necessità finalizzata al raggiungimento della sicurezza alimentare e alla crescita inclusiva nei Paesi in via di sviluppo.
 
All’incontro hanno partecipato il Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella, il Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon, il Ministro dell'Economia e delle Finanze (MEF) Pier Carlo Padoan, il Presidente IFAD (Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo) Kanayo F. Nwanze e il Direttore Generale della FAO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura) José Graziano Da Silva.
 
Chi produce più cibo soffre la fame
 
Padoan e Nwanze, tra i promotori del convengno insieme alla collaborazione di Borsa Italiana, hanno dato il via alla sessione di interventi. Il Ministro italiano ha fatto notare come sia necessario invertire il paradigma secondo il tema dell’agricoltura venga prima dello sviluppo parlando di “agricoltura per lo sviluppo”. Parole accolte positivamente da Nwanze dell’IFAD che ha sottolineato come siano “più di due miliardi le persone escluse dal sistema di finanziamento convenzionale. Due miliardi di persone che producono la maggior parte del cibo a livello globale”. Dati che mettono in luce il paradosso secondo cui queste stesse persone “sono le stesse che rischiano di finire sotto la soglia di povertà e di soffrire la fame”.
 
Il Direttore della FAO Graziano Da Silva ha quindi esortato all’azione dei governi e del settore privato per “aiutare le famiglie e i piccoli agricoltori” al fine di rispondere alla domanda crescente di cibo. “La produzione agricola dovrà crescere del 60 per cento prima che la popolazione mondiale smetta di crescere”.
 
Basta investire nella distruzione, investite nella protezione!
 
Il Segretario Generale dell’ONU Ban Ki-moon ha ricordato i 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile lanciati durante l’ultima Assemblea Generale e sposati da tutti i governi: “Ora è il momento di dimostrare la buona volontà e, per farlo, l’agricoltura è un settore essenziale. Dobbiamo mobilitare più finanze da investire nell’agricoltura familiare. Gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio dicevano che se si investisse nei piccoli agricoltori, i benefici che se ne trarrebbero sarebbero più duraturi. Per questo chiedo ai leader di spiegare come possano investire così tanti soldi in armamenti che distruggono le persone, invece di proteggerle investendo in agricoltura”.
 
No alle bolle speculative quando si parla di cibo
 
L’ultimo intervento è spettato al Presidente Mattarella il quale ha posto una domanda ben precisa: “Siamo sicuri che i criteri usati per altri tipi di merci e commodities possano valere per le produzioni agricole destinate a nutrire il pianeta?” Una domanda che nasconde la paura che si verifichino “bolle speculative che influiscono in modo drammatico sul destino di paesi e popoli. Il fenomeno del land grabbing stravolge le strutture sociali che hanno mantenuto la coesione e garantito il rispetto della terra madre”. Inoltre bisogna proteggere “le colture non di massa per difendere le identità dei popoli, finora ai margini della globalizzazione in atto. I piccoli agricoltori hanno bisogno di finanziamenti per sviluppare un modello sostenibile che li faccia uscire dalla sola sussistenza e raggiungere finalmente i mercati”.
 

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