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World Food Day. Ban Ki-moon riceve la Carta di Milano. Mattarella: Nutrire il Pianeta significa pace

16 ott

world food day cerimonia mattina immagine

Venerdì 16 ottobre a Expo Milano 2015 si è svolto il World Food Day, la Giornata Mondiale dell’Alimentazione "Protezione sociale e Agricoltura: rompere il circolo di povertà rurale”. Presenti alla cerimonia di apertura il Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon e il Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella, José Graziano da Silva (Direttore Generale della FAO), Monsignor Fernando Chica Arellano (Osservatore permanente della Santa Sede presso la FAO), che ha letto un messaggio inviato da Papa Francesco, Paolo Gentiloni (Ministro italiano degli Affari Esteri), Maurizio Martina (Ministro italiano delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali), Kanayo F. Nwanze (Presidente del Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo - IFAD), Ertharin Cousin (Direttrice Esecutiva del Programma Alimentare Mondiale - PAM) e Giuliano Pisapia (Sindaco di Milano). C'erano inoltre la Regina Letizia di Spagna, il Presidente della Slovenia Borut Pahor e il Commissario Unico del Governo per Expo Milano 2015 Giuseppe Sala. Un anno significativo, il 2015, per la FAO che oggi compie 70 anni. Altrettanto significativa la volontà di ospitare la giornata a Expo Milano 2015, la manifestazione che fin dall'inizio si è posta come occasione per riflettere e confrontarsi sui diversi tentativi di trovare soluzioni alle contraddizioni del nostro mondo soprattutto in tema di alimentazione, a partire dalla scelta del Tema, Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita. Culmine della cerimonia la consegna ufficiale a Ban Ki-moon della Carta di Milano, il lascito più alto di Expo Milano 2015.
 
 
Mattarella: "Entro il 2030 dobbiamo realizzare uno sviluppo equo, solidale e sostenibile"
 
"Solo un'azione corale può assicurare un accesso equo alle risorse. Fame e malnutrizione sono una drammatica realtà per 800 milioni di persone ma la generazione 'fame zero' sta per nascere e vogliamo accoglierla: entro il 2030 dobbiamo realizzare uno sviluppo equo, solidale e sostenibile e in questo percorso il ruolo delle donne è fondamentale, le società sono più ricche dove la presenza femminile è più forte". Il Presidente Mattarella ha aperto la cerimonia e ha sottolineato l'importanza della Carta di Milano, "frutto di lavoro collettivo tra Governi, società civile, imprese e organizzazioni. Le firme raccolte hanno superato il milione: è una vera prova di cittadinanza globale". Expo Milano 2015 è un'occasione di confronto costruttivo su un tema decisivo per l'umanità. Nutrire il Pianeta significa "pace", un proposito che è anche un "grande concetto politico in un mondo in cui troppo spesso le regole della finanza prevalgono su quelle dell'economia".
 
Ban Ki-moon: "La fame spezza le comunità e compromette il nostro futuro"
 
"La nostra visione di sviluppo sostenibile è legata ai progressi nell'alimentazione: dobbiamo sostenere i piccoli agricoltori e le donne perché la protezione sociale di cui parliamo riguarda soprattutto le persone più vulnerabili". Così Ban Ki-moon ha aperto il suo intervento durante la cerimonia. "I 17 obiettivi per lo sviluppo sostenibile coinvolgono tutti i campi della vita, sono integrati, la fame spezza le comunità e compromette il nostro futuro. Dobbiamo lottare contro la malnutrizione ma dobbiamo farlo tutti insieme superando i confini e instaurando nuove partnership". E ha continuato: "Settant'anni fa diversi Paesi hanno fondato la FAO facendo una promessa: garantire la libertà dalla fame a tutta l'umanità. Oggi siamo qui per proseguire questo impegno e l'agenda 2030 è la nostra road-map verso il successo".
 
Papa Francesco: "E' ancora possibile concepire una società in cui le risorse sono in mano a poche persone e i meno fortunati devono raccogliere le briciole?"
 
Nel suo messaggio, letto da Monsignor Fernando Chica Arellano, Papa Francesco con grande forza restituisce dignità ai poveri: "Sono persone, non numeri. Questa giornata mette in primo piano tanti nostri fratelli che soffrono fame e malnutrizione a causa di una distribuzione ingiusta dei frutti della terra e di un insufficiente svilupppo dell'agricoltura. In questo scenario doloroso dobbiamo recuperare l'ispirazione che ha portato alla nascita di questa organizzazione per liberare l'umanità dalla fame." E poi, riportando l'attenzione sul tema del WFD, ricorda che due terzi della popolazione mondiale non ha protezione sociale, "la maggioranza di queste persone vivono nelle zone più disagiate, dove i poveri sono dimenticati. Le loro condizioni ci dimostrano che non possiamo accontentarci di un richiamo generale alla cooperazione." E pone una domanda fondamentale: "E' ancora possibile concepire una società in cui le risorse sono in mano a poche persone e i meno fortunati devono raccogliere le briciole? La risposta si trova nella pace sociale, nella stabilità e nella sicurezza di un certo ordine che dipende da una politica distributiva equa". E conclude con una preghiera rivolta alla FAO, quella di continuare a "farsi carico dei diritti degli affamati e accogliere la loro aspirazione".
 
José Graziano da Silva: "Mangiate in modo sano, riducete gli sprechi e aiutate gli altri"
 
José Graziano da Silva, Direttore Generale della FAO, ha ricordato, in questo settantesimo anniversario, i fondatori dell'organizzazione che il 16 ottobre 1945 "hanno voluto unire i Paesi per liberare i popoli dalla fame". E ha proseguito con un bilancio incoraggiante: "In questi 70 anni la popolazione è triplicata e la disponibilità di cibo è aumentata del 40%. Ora abbiamo cibo sufficiente per nutrire tutti. 73 Paesi dei 128 monitorati dalla FAO hanno raggiunto l'obiettivo di dimezzare il numero degli affamati della popolazione. Il successo dipende dai Governi ma anche da quello che ognuno di noi fa come individuo: fate qualcosa di personale, per esempio mangiate in modo sano, riducete gli sprechi e aiutate gli altri".
 
Una generazione senza fame. Solidarietà e cooperazione anche nei confronti dei migranti negli interventi di Gentiloni e Martina
 
Gentiloni lancia una sfida: "Costruire una nuova grande speranza, una nuova grande utopia: avere la prima generazione senza fame. Oggi 800 milioni di abitanti del Pianeta sono denutriti, 160 milioni sono bambini: come dice Papa Francesco non sono numeri, ma persone". Molto sentito il tema dei migranti. "Quando parliamo di lotta alla fame e agricoltura sostenibile parliamo anche di migranti e l’Europa è al bivio tra chiudersi nei propri egoismi o aprirsi alla solidarietà e alla cooperazione. Non seminiamo paura per i migranti, seminiamo per l’agricoltura sostenibile, sviluppiamo insieme l’eredità di Expo." Un Evento che ha avuto il potere di accendere l'interesse e la curiosità di milioni di persone, ha affermato Martina prima di consegnare la Carta di Milano a Ban Ki-moon: "E oggi siamo più consapevoli di ieri nei confronti della questione del cibo anche grazie a Expo, laboratorio di cittadinanza e cooperazione, spazio di discussione globale, contenutore di oltre 7.000 eventi". E ha concluso: "Noi ci batteremo ogni giorno perché la generazione di Expo diventi la generazione fame zero".
 
 
 
 

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