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Si è svolto questa mattina a Expo Milano 2015 l’incontro "Expo chiama Africa: riflessioni sul continente del futuro"

3 ott

Eni Africa dettaglio

Si è svolto questa mattina a Expo Milano 2015 l’incontro "Expo chiama Africa: riflessioni sul continente del futuro", un’occasione che segna l’importanza del coinvolgimento internazionale e la voglia di Expo Milano 2015 e dei suoi Partner di andare oltre il 31 ottobre con progetti capaci di un ampio respiro. Nell’incontro, moderato da Roberto Arditti, Direttore Affari Istituzionali di Expo 2015, sono intervenuti il Commissario Unico e Delegato del Governo per Expo Milano 2015 Giuseppe Sala, l'Amministratore Delegato di ENI Claudio Descalzi, il Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali Maurizio Martina e Romano Prodi.
 

Expo Milano 2015: un punto di svolta nella rappresentazione del nord e del sud del mondo

Ad aprire l’incontro Giuseppe Sala, che ha sottolineato come i Paesi africani si siano presentati a Expo Milano 2015 per farsi conoscere: “Milano ha risposto alla grande. Trovare un equilibrio tra grande e piccolo, tra grandi dibattiti e iniziative più pratiche, è stato il modo corretto per rigirare la presenza dell’Africa a Expo Milano 2015 e uscire dagli stereotipi. In questi mesi sono passati dal Sito Espositivo 15 capi di stato africani, molti ministri, e sono stati organizzati molti forum”. Ha continuato spiegando: “a Expo Milano 2015 est e ovest del mondo sono insieme, si scambiano, ibridano le loro qualità. Questa Esposizione Universale è la prima e in ogni caso segna un punto di svolta nella rappresentazione del nord e del sud del mondo. Finisce l’Esposizione Universale, ma inizia subito altro e l’Africa è lì. Bisogna che ci svegliamo: loro qui sono venuti e dai libri che hanno aperto si vedono grandi opportunità. Questo è il messaggio che il continente ha dato: al suo interno luci e ombre, ma c’è voglia di collaborare. Tra le aziende partner di Expo Milano 2015 Eni ha creduto nella sfida dell’Esposizione Universale mirandola sui rapporti con i Paesi africani. È il momento di andare al di là della logica dei numeri e di concentrarsi sugli eventi che ci saranno a fine ottobre”.

Un appello affinché nella settimana che Eni dedica all'Africa, Milano e l'Italia partecipino e accolgano iniziative di apertura

Giuseppe Sala ha introdotto in questa occasione la settimana di eventi che Eni ha organizzato a Expo Milano 2015: con la promozione del bando ENI Energy, Art & Sustainability for Africa, l’Esposizione Universale vuole dare ancora maggiore visibilità all'Africa, sostenendo la diffusione della cultura del continente. Dal 22 al 29 di ottobre è infatti in programma una settimana di appuntamenti  che comprendono intrattenimenti musicali, conferenze, talk show e performances artistico-culturali. Sala ha lanciato un appello affinché durante questa settimana Milano e l'Italia partecipino e accolgano iniziative di apertura al continente.

La forza dell’integrazione e della cooperazione

L’amministratore delegato di Eni Claudio Descalzi ha spiegato: “la connessione tra Africa, Italia e Europa del sud è il cuore del nostro sistema: siamo una società che si è sviluppata in Africa. Siamo arrivati solo 60 anni fa qui e il segreto della nostra forza sta nell’integrazione e nella cooperazione. Abbiamo investito in attività che non sono il nostro core business, come l’agricoltura, la formazione e la sanità e abbiamo dato accesso all’energia a chi ci ospitava”.

L’Africa: un paese giovane con molte opportunità. Occorre riorganizzare la presenza italiana

Romani Prodi, il premier che candidò Milano all’Esposizione Universale ha sottolineato: “Oggi la presenza italiana in Africa è rappresentata da Eni. È necessario riorganizzarla: c’è un desiderio reale e non retorico di Italia lì. Expo Milano 2015 è stata una bella vetrina e una opportunità di avere rapporti, ora è importante coltivare tutto ciò nel dopo Expo. Bisogna capire, ora, se ci sarà continuità in questo”. Prodi ha poi ribadito “il grande compito di riorganizzare la presenza italiana nel continente aggregando una serie di imprese per tornare nella nuova Africa con quella presenza che il piccolo operatore isolato non riuscirà mai ad avere. Oggi in questo continente sono sparite le nostre auto e utilities, ci sono Eni e i missionari”.

Una cooperazione in campo agricolo che guarda al futuro, l’invito a riflettere sull’Africa

Maurizio Martina, Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, ha commentato:  “questo incontro si svolge proprio oggi, perché il 3 ottobre del 2013 avvenne la tragedia di Lampedusa: noi a distanza di due anni a Expo Milano 2015 presentiamo la settimana che Eni organizza per promuovere eventi relativi al continente africano e siamo qui per riflettere sull’Africa. Questa Esposizione ci ha dato l’occasione storica per comprendere meglio il potenziale del rapporto tra Europa e Africa, il ruolo dell’Italia e dei limiti da superare. Se l’Italia sviluppa una cooperazione in campo agricolo e alimentare, si va ben oltre il dato di settore. Il versante agricolo è straordinario, ci sono paradossi nella vicenda africana, ma anche straordinarie occasioni. Eni ci ha insegnato un metodo, che è quello dell’accompagnare, del non essere arroganti. Expo Milano 2015 ha acceso i riflettori sulla realtà africana e non ha mai identificato  i Paesi di questo continente come un ‘di cui’, ma come dei protagonisti”.
 
 

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