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Presentato a Expo Milano 2015 il rapporto sulle birre artigianali realizzato da ALTIS per UNIONBIRRAI

20 ago

news UNIONBIRRAI dettaglio

Fresche, profumate e fatte a mano, la produzione di birre artigianali italiane si conferma un settore in piena espansione, grazie alla creatività di tanti piccoli mastri birrai che han fatto di una passione il loro lavoro. Giovedì 20 agosto è stato presentato a Expo Milano 2015 il rapporto che UNIONBIRRAI ha commissionato a ALTIS – Alta Scuola Impresa e Società dell’Università Cattolica e il ritratto che ne è uscito è quello di una realtà in grande fermento, costituita da centinaia di microbirrifici, brew pub e beer firm che nel giro di qualche anno si trasformano da start up fondate tra amici in aziende che assumono a tempo indeterminato. Ospitato dal Biodiversity Park dell’Esposizione Universale, realizzato da BolognaFiere, l’incontro ha visto gli interventi di Matteo Pedrini (ALTIS - Alta Scuola Impresa e Società), Claudio Cerullo (Direttivo UNIONBIRRAI) Simone Monetti (Direttore Generale UNIONBIRRAI), Alessio Selvaggio (Direttivo UNIONBIRRAI). Per celebrare in pieno la giornata, la presentazione del rapporto è stata seguita da una degustazione libera e aperta a tutti di birra artigianale biologica, di cui ne hanno giustamente approfittato il pubblico dell’evento e i molti visitatori dell’Esposizione Universale.
 
100 milioni di euro in arrivo per le birre artigianali

I rapporti di ALTIS per UNIONBIRRAI sul comparto delle birre artigianali vengono realizzati ogni due anni e dal 2011, anno in cui venne rilasciata la prima edizione, registrano una crescita costante del settore del 18,3%. Un aumento complessivo dovuto a una maggiore produttività e a una notevole capacità di innovazione commerciale, dove la distribuzione diretta è abbinata alla vendita online, magari all’estero. Oltre ai numeri, aumenta anche la qualità del prodotto, certificata dai molti premi vinti dai birrai italiani ai concorsi nazionali e internazionali. Il rapporto individua anche gli ostacoli che gli operatori devono affrontare, identificati in un trattamento fiscale disattento alle piccole aziende, nella difficoltà di accedere alla GDO e nella scarsità di produttori locali di materie prime e ingredienti semilavorati, come i luppoli e il malto, che al momento occorre procurarsi soprattutto all’estero. Resta il fatto che il settore non conosce crisi e anzi molti produttori rivelano che l’unico vero limite che incontrano è la capacità tecnica dei loro impianti, che non riescono a soddisfare tutte le richieste del mercato. Per ampliarli servirebbero nuovi investimenti, che però al momento tardano ad arrivare per la disattenzione del sistema creditizio. Gli autori del rapporto ALTIS – UNIONBIRRAI sono però sicuri che presto la situazione si sbloccherà, generando un giro di investimenti quantificabile in 80 – 100 milioni di euro.
 
 

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