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Biotecnologie e diritto al cibo, a Expo Milano 2015 un incontro del CREA

25 set

imm news CREA dettaglio

L’agricoltura del futuro è già qui grazie alle nuove biotecnologie che permettono di migliorare il genoma delle piante in modo rapido, efficace e preciso rispettando tutti i limiti previsti dalle normative italiane ed europee. Nuove tecniche di miglioramento genetico attraverso cui l’Italia può ridiventare leader dell’agricoltura del futuro, rendendo le sue varietà tradizionali più resistenti e produttive e realizzando così una produzione più sostenibile. Questo il tema dell’importante convegno scientifico organizzato dal Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l’Analisi dell’Economia Agraria a Expo Milano 2015 giovedì 24 settembre. Ospitato dallo spazio lounge del Mipaaf, all’interno di Padiglione Italia, l’incontro ha visto la partecipazione delle maggiori istituzioni italiane che operano nel settore della ricerca in agricoltura (CNR, Università, CREA) oltre ai Presidenti di numerose Società scientifiche (SIGA, SIBV, SIPAV, SIA, SOI), così come dei protagonisti del settore delle produzioni delle sementi e dei vivai, attori fondamentali del miglioramento genetico delle varietà coltivate e di rappresentanti delle associazioni di produttori. Moderato da Luigi Cattivelli (Direttore del Centro di ricerca per la genomica e la postgenomica animale e vegetale del Crea), l’incontro è stato arricchito dagli interventi di Alessandra Gentile (Commissario delegato del Mipaaf al Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l’Analisi dell’Economia Agraria), Michele Morgante (Presidente della Società Italiana di Genetica Agraria), Marco Nardi (Direttore Assosementi), Marta Colautti (Vivai Cooperativi Rauscedo), Marica Soattin (Civ - Centro Innovazione Varietale). Molti altri preziosi contributi sono venuti dai partecipanti al convegno.
 
Far ripartire la ricerca pubblica italiana in agricoltura.
 
Solo qualche decennio fa, a inizio Novecento, gli agronomi italiani creavano le piante che sfamavano il mondo, più resistenti alle malattie e più produttive, ha ricordato Luigi Cattivelli, poi la ricerca italiana ha subito un forte rallentamento dovuto a vari fattori, compresi i timori connessi all’ingegneria genetica. Ora però sono a disposizione nuove tecniche che vanno oltre le piante geneticamente modificate. “L’Italia ha bisogno di unire le forze in un nuovo programma di ricerca in agricoltura con cui costituire e selezionare varietà delle specie strategiche per l’agroalimentare italiano – ha affermato Alessandra Gentile – piante cioè dotate di caratteristiche di resistenza a stress, altamente produttive e dotate anche di caratteri di qualità nutrizionale e specifiche caratteristiche tecnologiche, più idonee alle nuove esigenze di coltivazione, con particolare riguardo agli aspetti della sostenibilità ambientale.  Questi obiettivi possono essere raggiunti attraverso le tecnologie ora a disposizione come il genome editing e grazie anche alle conoscenze  acquisite sul funzionamento dei geni delle piante – ha proseguito Alessandra Gentile - Per mettere tutta questa conoscenza a servizio del Paese dobbiamo creare una sinergia tra tutti gli attori coinvolti, attraverso lo sviluppo di un programma di miglioramento genetico partecipato: dal mondo della ricerca a quello della produzione attraverso anche coloro che diffonderanno i nuovi genotipi, quali i vivaisti e i produttori di sementi”.
 
Genome editing, migliorare i geni delle piante in modo mirato
 
Se l’umanità non avesse migliorato le proprie piante sarebbe morta di fame, da sempre gli agricoltori selezionano varietà più produttive, più resistenti e più buone e l’agricoltura attuale è figlia di questo lavoro millenario. Il genome editing riprende esattamente questo processo, rendendolo solo più veloce, grazie a piccole mutazioni mirate sui geni delle piante coltivate. Il CREA sta già lavorando in questa direzione: con il suo centro di Genomica e Bioinformatica coordina ExpoSEED, un progetto di collaborazione internazionale recentemente approvato nell’ambito del programma H2020 e finalizzato allo sviluppo di sistemi di genome editing nelle specie coltivate. ExpoSEED intende introdurre mutazioni mirate nei geni che controllano lo sviluppo dei semi per migliorare le capacità produttive e le caratteristiche qualitative dei semi, in particolare soia, riso, orzo, frumento
 
La nuova scienza del genoma al servizio dell’agricoltura
 
Le nuove biotecnologie sono una grande rivoluzione silenziosa. Anno dopo anno i ricercatori imparano sempre meglio il funzionamento dei geni, linguaggio universale con cui la natura scrive la vita di tutti gli esseri viventi. Applicate all’agricoltura, queste conoscenze stanno aprendo enormi orizzonti, in particolare nella creazione di quelle varietà di piante indispensabili a nutrire una popolazione mondiale in forte aumento, più produttive e più sostenibili. “Il progresso delle conoscenze genomiche sta rivoluzionando il modo con cui vengono selezionate le varietà coltivate delle specie di interesse agrario – ha sintetizzato Alessandra Gentile - i metodi per indurre mutazioni mirate in specifici geni di interesse rappresentano la nuova frontiera del miglioramento genetico vegetale, resa possibile dai progressi ottenuti dai ricercatori anche italiani negli anni duemila. Il CREA è già attivamente impegnato in questa sfida per l’agricoltura del futuro”.
 
Visita l’Esposizione Universale seguendo il Focus Il Futuro del cibo.
 

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