Questo sito web utilizza cookie tecnici per assicurare una migliore esperienza di navigazione; oltre ai cookie di natura tecnica sono utilizzati anche cookie di terze parti. Per saperne di più e conoscere i cookie utilizzati accedi alla pagina Cookie.
Se prosegui nella navigazione di questo sito acconsenti all’utilizzo dei cookie.

Continua

Al Padiglione Slow Food a Expo Milano 2015 un incontro sugli OGM

9 set

OGM slow food buiatti DETTAGLIO

“Gli OGM sono brava gente, chi li fa forse un po’ meno…” toscano DOC, il genetista Marcello Buiatti non rinuncia all’ironia nemmeno quando parla di cose complesse come gli organismi geneticamente modificati. Docente di genetica all’Università di Firenze e pioniere delle biotecnologie in Italia, mercoledì 9 settembre il professore è stato ospite del Padiglione Slow Food a Expo Milano 2015 per un approfondimento sugli organismi geneticamente modificati, moderato da Cinzia Scaffidi, direttrice del Centro Studi Slow Food. Una chiacchierata aperta a tutti i visitatori dell’Esposizione Universale con un grande esperto su un tema fra i più complessi e discussi del momento, che oltre all’agricoltura e all’alimentazione abbraccia le aree dell’economia, della politica e più in generale della bioetica. Un evento che conferma il ruolo del Padiglione Slow Food nello stimolare il dibattito sul Tema Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita.
 
La vita è imprevedibile
 
Negli anni Ottanta, Marcello Buiatti fu uno dei primi ricercatori italiani a lavorare alla creazione di organismi geneticamente modificati. Una lunga esperienza che dagli entusiasmi iniziali lo ha portato a porsi dei dubbi, come scienziato e come cittadino: “Gli OGM sono una tecnologia meravigliosa, ma il punto è che la vita è sempre imprevedibile e ogni organismo è interconnesso agli altri e all’ambiente – spiega Buiatti – quando agiamo sul genoma di una pianta in realtà introduciamo molte variazioni contemporaneamente, alcune possono essere positive, ma altre magari no e non possiamo prevedere le conseguenze complessive”
 
La questione diserbanti
 
Su una cosa il professor Buiatti è molto chiaro, gli OGM non fanno male in se’: “Anche in Italia, gli animali d’allevamento già mangiano mais e soia transgenica importati dai Paesi dove la loro coltivazione è consentita – spiega – è bene sottolineare che le carni, uova e latticini ricavati in questo modo sono assolutamente sicuri per l’uomo”. Altra cosa sono gli effetti che gli OGM possono avere sull’ambiente, in particolare per il massiccio uso di erbicidi che comportano: “Oggi gli OGM coltivati sono soprattutto mais, soia, cotone e colza resistenti a particolari diserbanti – continua Buiatti – utilizzando la chimica invece della lavorazione classica del terreno per eliminare le erbe infestanti l’agricoltore risparmia, ma ciò comporta un uso massiccio di erbicidi, che recentemente sono stati classificati come potenziali cancerogeni”.
 
Gli OGM sono utili?
 
Oltre che potenzialmente dannosi, secondo il professor Buiatti gli OGM sarebbero poco utili: “In realtà è difficilissimo produrre un OGM che funzioni davvero – spiega – perché anche se riesco a creare in laboratorio una varietà con particolari caratteristiche positive, per esempio resistente a un parassita o alla siccità, poi non è detto che quando la vado a impiantare in campo aperto riesca a prosperare, perché magari emergono altre condizioni impreviste”. “Per questo – aggiunge Cinzia Scaffidi – forse le varietà davvero all’avanguardia sono quelle tradizionali, che stagione dopo stagione hanno il tempo di adattarsi ai cambiamenti, in primis quelli climatici”.
 

I nostri soci

Official Global Partners

Le iniziative a supporto di Expo Milano 2015