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Agricoltura Sociale: disobbedienza, strumento di cittadinanza, welfare comunitario. Expo Milano 2015 teatro di un dibattito a difesa delle persone svantaggiate

21 set

agricoltura sociale news

Lunedì 21 settembre Palazzo Italia ha dedicato una giornata al tema dell’Agricoltura Sociale, che contribuisce all’inserimento lavorativo di persone in difficoltà. Nel suo intervento José Mujica, ex Presidente dell’Uruguay, ha spiegato come “in un mondo ricco dove la ricchezza non è distribuita in maniera equa, l’Agricoltura Sociale può essere un rifugio per reinserire le persone che non trovano lavoro”. Hanno partecipato al dibattito della mattinata Maurizio Martina e Andrea Olivero, rispettivamente Ministro e Vice-Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Bruno Antonio Pasquino, Commissario Generale di Expo Milano 2015, Nilima Munda e Padre Luigi Paggi, del progetto “Per un sari rosa”, Luca Sani, Presidente Commissione Agricoltura della Camera, Massimo Fiorio, Parlamentare italiano, Ilaria Signoriello, Portavoce nazionale del Forum Nazionale Agricoltura Sociale, Don Franco Rubbianesi, Fondatore Comunità di Capodarco, Marco Berardo Di Stefano, Presidente della Rete delle fattorie sociali, Giancarlo Caselli, Presidente Comitato scientifico dell’Osservatorio sulla criminalità nell’ agricoltura, Giovanni Paura, INAIL, Maurizio Devescovi, Direttore Generale Allianz, Roberto Moncalvo, Presidente di Coldiretti, Dino Scanavino, CIA, Mario Guidi, Confagricoltura, Roberto Cavaliere, Copagri, e Giorgio Mercuri, Alleanza delle cooperative, Mario Baccini, Presidente dell’Ente Nazionale per il Microcredito, e Letizia Moratti, Presidente del comitato Etico dei garanti e del comitato tecnico operativo dell'Ente Nazionale per il Microcredito.
 
L’Agricoltura Sociale come nuovo strumento di cittadinanza
 
Il Ministro Martina ha evidenziato l’importanza che “Expo Milano 2015 si leghi al tema dell’Agricoltura Sociale come nuovo strumento di cittadinanza. E nel bisogno di cambiare i modelli agricoli, questa Esposizione Universale sta aumentando il livello di consapevolezza dei cittadini. L’Agricoltura Sociale è un passo in avanti per far diventare questi temi protagonisti. La prossima settimana – ha concluso Martina – alle Nazioni Unite si discuteranno i nuovi obiettivi del millennio, e la prossima consegna della Carta di Milano permetterà all’Italia di essere protagonista nel dibattito internazionale sui modelli agricoli anche dopo Expo Milano 2015”.
 
La disobbedienza è vita!
 
Nilima Munda e Padre Luigi Paggi hanno presentato il progetto “Per un sari rosa” sviluppato a favore della tribù Munda in Bangladesh dove le donne sono costrette a subire dei matrimoni forzati all’età di 13 anni. “Oggi le ragazze hanno costituito una cooperativa con la quale possono accedere a forme di microcredito per allevamento e commercio, – spiega Padre Paggi – impegnarsi nelle piantagioni di alberi e sviluppare un sistema di assicurazione per la salute. Noi le incoraggiamo a disobbedire, anche a fuggire da casa”.
 
Il contributo dell’Agricoltura Sociale allo sviluppo dei sistemi di welfare
 
Luca Sani e Massimo Fiorio hanno spiegato al pubblico i punti chiave della nuova legge sull’Agricoltura Sociale, approvata su iniziativa popolare e che mercoledì 23 settembre entrerà in vigore. “La legge concede una priorità per l’affitto di terreni pubblici e si prevedono concessioni a uso gratutio. Inoltre, le amministrazioni pubbliche si attiveranno per la commercializzazione dei prodotti provenienti da coltivazioni ottenute con Agricoltura Sociale. E in questo modo si presenta l’agricoltura come nuovo modello di welfare alternativo”. Don Franco Rubbianesi ha raccontato le iniziative che dal 1978 la Comunità di Capodarco sta portando avanti. “L’Agricoltura Sociale ci permette di creare un welfare comunitario, per aiutare quei giovani depressi che non riescono ad avere un’idea di futuro, con il ritorno alla coltivazione della terra. Marco Berardo Di Stefano si è detto certo “del risparmio di risorse pubbliche che si può ottenere attraverso questo reinserimento socio-lavorativo, grazie anche a programmi di formazione, divulgazione dell’educazione ambientale ed efficacia della terapia assistita con gli animali”. Per Giancarlo Caselli l'imprenditore agricolo deve includere anche l’offerta di servizi rieducativi: “L’Agricoltura Sociale è stata per anni relegata sullo sfondo, mentre oggi questa apertura permette di accedere a iniziative atipiche intervenendo sul tempo libero e il benessere delle persone. Moncalvo ha chiuso la mattinata ribadendo il concetto che “queste aziende multifunzionali posso portare guadagni e risparmio per gli enti pubblici, anche in termini di minori trattamenti medici da effettuare”.
 
Microcredito, Agricoltura Sociale e Paesi in Via di Sviluppo
 
Mario Baccini ha aperto la sessione pomeridiana presentando i dati del microcredito in Italia. “Dal 2011 al 2014 è in crescita la domanda, e in 34 mila hanno utilizzato questo strumento, di cui il 41% sotto forma di microcredito produttivo senza garanzia alla base”. Durante l’incontro Letizia Moratti è intervenuta sulle oltre 500 mila imprese agricole familiari presenti al mondo. “Si deve lavorare su modelli economici nuovi che con l’agenda 2030, in discussione alle Nazioni Unite, diventeranno gli obiettivi di sviluppo sostenibile. Il problema di oggi rimane l’accesso al credito e la Banca Mondiale sostiene che se si riuscisse a risolvere questa questione, l’Africa potrebbe triplicare il suo prodotto interno lordo”.
 
 
 
 
 

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