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Satelliti per misurare lo stato delle riserve idriche del Pianeta. Al Padiglione USA un incontro con Gerald Bawden, scienziato NASA

1 ago

NASA Pad USA Bawden DETTAGLIO

Prosegue il ciclo di incontri sul contributo dei satelliti alla tutela delle risorse naturali proposto dal Padiglione degli Stati Uniti d’America a Expo Milano 2015, che sabato 1 agosto ha ospitato la conferenza Dov'è l'acqua? Come la NASA misura le risorse d'acqua dallo spazio. Relatore d’eccezione Gerald Bawden, Program Scientist al NASA Headquarters. Accolti sulla terrazza del Padiglione, i visitatori dell’Esposizione Universale hanno potuto ascoltare le informazioni più aggiornate sulle missioni satellitari della NASA direttamente dalla voce di un suo esperto scienziato. In particolare il dottor Bawden ha parlato delle tecnologie satellitari che permettono di monitorare il ciclo dell’acqua sul Pianeta e cioè ad esempio l’andamento delle piogge, il livello delle maree, lo stato dei ghiacci e persino lo stato delle riserve idriche nel sottosuolo.
 
Lo sguardo del satellite
 
Quant’acqua è rimasta nelle falde sotterranee della California o dell’India? A che punto è lo scioglimento della calotta polare? Quanto sta piovendo in Europa? Com’è l’andamento delle correnti marine? Quando arriverà il prossimo uragano? Queste alcune delle domande a cui la NASA riesce a dare una risposta attraverso le informazioni catturate dai satelliti in orbita, sia i suoi sia quelli lanciati da agenzie spaziali di altri paesi con cui collabora. Una massa di informazioni preziosa e in costante crescita, che gli scienziati spaziali raccolgono e mettono a disposizione liberamente su internet, in modo che chiunque possa accedervi e utilizzarle. Particolarmente importanti i dati sullo stato delle riserve d’acqua dolce, risorsa fondamentale per la sopravvivenza umana e per la vita in generale. Grazie a speciali radar e fasci di raggi laser, oggi i satelliti sono in grado di misurare parametri come la quantità di acqua nel sottosuolo e l’andamento delle precipitazioni. Ma le tecnologie sono in continua evoluzione e il dottor Bawden ha annunciato che le prossime missioni NASA saranno in grado di raccogliere dati con una precisione mai vista prima. Per esempio potranno calcolare la quantità di biomassa vegetale di una foresta o lo stato di salute di una coltivazione, in qualunque momento e in qualunque parte del mondo.
 
Il ciclo dell’acqua del Pianeta sta cambiando
 
L’acqua del Pianeta Terra ha una sua vita propria: evapora dagli oceani, crea le nubi, diventa pioggia, poi fiume e quindi ritorna al mare e ricomincia. Negli ultimi anni tuttavia il ciclo è stato soggetto a cambiamenti che ne hanno modificato ritmo e intensità. In questo contesto le tecnologie satellitari si sono dimostrate molto utili per capire l’entità e la natura dei cambiamenti. In particolare lo sono state nel 2010, quando ci si accorse di un fenomeno particolare: “Grazie ai satelliti ci siamo accorti che in quell’anno il ciclo dell’acqua globale si era come interrotto – ha spiegato il dottor Bawden - poiché c’era un forte aumento di umidità in due zone del pianeta e cioè Australia e parte settentrionale dell’America del Sud, ma mancava all’appello una grande massa d’acqua negli oceani. Le cause non sono ancora note, ma stiamo conducendo studi per capire meglio il fenomeno”.
 

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