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Lo spreco alimentare come risorsa per nuovi prodotti: a Cascina Triulza in Expo Milano 2015 Fedagri Piemonte ha proposto tre idee innovative e un nuovo manuale

29 lug

Cascina Triulza antispreco immagine dettaglio

Mercoledì 29 luglio, presso Cascina Triulza in Expo Milano 2015 si è tenuto il convegno “Spreco alimentare e innovazione, una sfida per produttori e consumatori. L’innovazione come possibile soluzione" promosso da Fedagri Piemonte. La cooperazione ha analizzato e affrontato una delle tematiche cardine dell’Esposizione Universale: come ridurre lo spreco alimentare, che è insieme un danno economico, ambientale, sociale ed etico.
 
Un nuovo vademecum analizza il tema sprechi
 
L’apertura dei lavori è stata a cura del Presidente di Fedagri Piemonte e Vice Presidente Nazionale, Tommaso Mario AbrateStefania Buffagni di Gest Cooper ha poi introdotto l’argomento, motivando anche il coinvolgimento di Gest-Cooper, con particolare riferimento a una nuova pubblicazione “Sprechi alimentari: una prospettiva multidisciplinare”, curata dall'Università di Torino (sezione Scienze Merceologiche), in collaborazione proprio con la cooperazione piemontese ed edita da Giappichelli Editore.
 
La prevenzione e l’informazione hanno un ruolo fondamentale
 
A seguire è intervenuta Erica Varese, docente dell'Università di Torino, che ha parlato di scenario, normative, etichettatura, studi sulle abitudini del consumatore e possibili soluzioni. “Le ricerche evidenziano evidenziato il ruolo cruciale della prevenzione – ha spiegato Varese – e l’importanza di alcune accortezze nell’etichettatura che potrebbero aiutare a ridurre gli sprechi. Per esempio, il 74,5% dei consumatori ha avuto modo di notare la dicitura ‘consumare preferibilmente entro’ sulle etichette, ma non tutti ne conoscono l’esatto significato. Questo evidenzia il ruolo ancora importante dell’educazione al consumatore”. Sempre collegato al tema degli sprechi alimentari, Barbara Garassino di Gest Cooper - ente capofila dei progetti - ha poi presentato ricerche sia sul riuso di sottoprodotti agroalimentari che sui prodotti innovativi. Le ricerche sono state illustrate, nel dettaglio, da Giuseppe Zeppa dell'Università di Torino.
 
Tre progetti innovativi per il cibo del futuro
 
I fronti dell’innovazione riguardano l’utilizzo di sottoprodotti, come il siero di latte, per creare un nuovo prodotto. In particolare, Infunfood ha esplorato la possibilità di utilizzare farine di frutta e verdura (ricche di fibre e polifenoli ad azione antiossidante) in gelati, pasta e altri alimenti.
Il progetto New Cheeses si è invece concentrato sulla possibilità di utilizzare cagli vegetali tratti dal cardo in formaggi della tradizione piemontese, per alleggerirne la composizione. Infine l’iniziativa Healthy Cheese ha verificato la possibilità di introdurre oli ricchi in Omega 3 in alcuni formaggi.
In chiusura, sono state esposte le esperienze delle imprese che hanno partecipato attivamente ai progetti e hanno portato in degustazione alcuni dei prodotti realizzati grazie alle ricerche effettuate come la Cooperativa Frutto Permesso di Bibiana e l’Azienda Agricola La Cerea di Pralormo, entrambe in provincia di Torino.
 
 
 

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