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Il vino italiano visto con gli occhi degli stranieri. Il Grand Tour d’Italia al Padiglione Vino - A Taste of Italy

26 set

Vinitaly dettaglio

Continuano gli incontri per far conoscere le peculiarità dei territori del vino italiani, organizzati da Riccardo Cotarella, Presidente Comitato Scientifico Padiglione Vino - A Taste of Italy. Si è tenuto oggi nella Sala Symposium il terzultimo appuntamento dal titolo “Le suggestioni del Gran Tour: viaggio nell’Italia del vino”, dedicato a come il vino italiano viene percepito dagli stranieri. Tra i relatori, dagli Stati Uniti la giornalista Patricia Guy, dal Giappone Isao Miyajima, dall’Austria Christian Eder, oltre al geopedologo Francesco Lizio Bruno. L’incontro è stato moderato da Luciano Ferraro del Corriere della Sera e ha visto la partecipazione del Commissario Unico Delegato del Governo per Expo Milano 2015 Giuseppe Sala e del Direttore Generale di Verona Fiere Ettore Riello.
 
Il vino, eccellenza del Made in Italy

“Possiamo davvero dire che il nostro Padiglione è stato una missione compiuta perché siamo riusciti a suscitare l’interesse e la curiosità dei visitatori riguardo alle produzioni enologiche e ai territori italiani del vino - ha detto Ettore Riello, Direttore Generale di Verona Fiere -. In 5 mesi abbiamo raggiunto quota 1 milione e mezzo di visitatori, dei quali circa il 30% ha scelto anche di degustare alcune fra le 3600 etichette delle 2000 aziende presenti complessivamente nella Biblioteca del Vino - Enoteca del Futuro. Sono stati più di 460 gli eventi e i convegni, ma il successo va ben oltre i numeri perché ciò che conta è rendere piacevole l’approccio alla cultura del vino e far conoscere un settore che è tra le più importanti eccellenze del Made in Italy”.
 
Il mondo del vino: educare divertendo

“Il Patrimonio vitivinicolo italiano è una risorsa indiscussa e apprezzata a livello internazionale - ha detto il Commissario Unico delegato dal Governo per Expo Milano 2015 Giuseppe Sala -. Gli anglosassoni, che sanno usare bene le parole, hanno coniato il termine edutainment, e qui c’è il senso dell’Esposizione Universale. Il Padiglione del Vino è riuscito a trasmettere contenuti educativi in modo divertente e sono certo che lascerà una traccia indelebile nella storia delle Esposizioni Universali. Ora bisogna andare avanti e lavorare per rendere il nostro Paese un luogo di bellezza “organizzata”. Guardo con fiducia ai mercati orientali e l’augurio è che si continui in questo percorso di crescita e divulgazione delle nostre ricchezze”.
 
Le testimonianze

Tra i momenti emozionanti della mattinata di lavori, le testimonianze dei giornalisti stranieri che hanno descritto con entusiasmo il loro amore per il vino italiano. “Tra le mie regioni italiane preferite c’è l’Alto Adige - ha detto Christian Eder di Vinum -. Questa regione ha trovato la sua strada e la viticoltura è in equilibrio armonioso con il paesaggio. Mi auguro che i vini altoatesini tornino ad essere apprezzati anche in Austria”. Ha parlato dei suoi ricordi più personali anche la giornalista statunitense Patricia Guy: “Oggi fare un viaggio in Italia significa andare a Roma, Firenze e Venezia e la meta più battuta per il vino è la Toscana. Eppure i visitatori più esperti sentono il bisogno di avventurarsi su rotte meno conosciute per costruire ricordi più autentici - ha detto -. Il mio Grand Tour d’Italia, infatti, iniziò dai Colli Euganei, un territorio dolce, dalla bellezza unica, che mi ha rubato il cuore”. L’ultima riflessione è stata portata dal giornalista giapponese Isao Miyajima, che si occupa da più di trent’anni di vino italiano: “Sono arrivato negli anni 80 a Roma e ho conosciuto per caso il mondo del vino: da allora è diventato una passione e un lavoro - ha raccontato -. Ho avuto la fortuna di essere arrivato nel momento giusto, nell’epoca del rinascimento enologico italiano. Il primo impatto è stato nelle trattorie romane, con un rosso abbinato ad un’amatriciana. Ho amato fin da subito la Toscana e il suo cibo genuino, e come in Italia il vino fosse integrato con la vita sociale e le tradizioni culinarie”.
 
 

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