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Il Padiglione dell’Angola ad Expo Milano 2015 celebra la Giornata della Donna Africana, il futuro dell’Africa è nelle sue donne

1 ago

Donna africana dettaglio

Venerdì 31 luglio il Padiglione dell’Angola ad Expo Milano 2015 ha celebrato la Giornata della Donna Africana, un giorno intero di incontri e conferenze, arricchito da momenti di festa e spettacolo. Un ricco programma culturale tutto dedicato al ruolo fondamentale delle donne per il futuro dell’Africa: dal loro lavoro nei campi dipende il sostentamento delle comunità e dal loro impegno civile dipende la conquista della parità di genere, in primis nell’accesso alla terra e al credito. Nel colorato Padiglione dell'Angola sono intervenute l’agronoma Madalena Fèlix, Agueda Gomes (African Women Physical Activity and Nutrition), Ditutala Lucas Simão, (Vice Commissario e Direttore del Padiglione Angola), Monique Kantiono (CIDEL - Coordination Libre des Initiatives Féminines pour le Développement Communautaire), Livia Pomodoro (Presidente del Milan Center for Food Law and Policy), Albina Assisi Africano (Commissaria Generale del Padiglione Angola e coordinatrice di tutti i Commissari di Expo Milano 2015).

La donna africana pilastro delle comunità rurali

La Giornata della Donna Africana è stata aperta dalla agronoma Madalena Fèlix, che ha presentato il suo volume “Alimentazione e nutrizione in Angola. Il paradosso di potenzialità”, in cui affronta il tema della nutrizione e della povertà nel Paese, sottolineando il ruolo fondamentale della donna soprattutto nei contesti rurali. Agueda Gomes di African Women Physical Activity and Nutrition ha invece sottolineato l’importanza di far sì che le donne africane possano svolgere i lavori agricoli in sicurezza, in modo da non rovinarsi il fisico. Dato l’immenso sforzo a cui sono sottoposte nei campi è fondamentale che siano educate a svolgere i lavori in modo corretto, soprattutto nel trasporto di pesi, nella produzione, nella vendita e distribuzione del cibo.

Immaginare la propria affermazione e osare realizzarla

Ditutala Lucas Simão, Vice Commissario e Direttore del Padiglione, ha invece evidenziato l’apporto delle donne nello sviluppo delle imprese familiari, nella maggior parte dei casi è su di loro che cade tutta la responsabilità e il lavoro e per questo l’Angola ha messo a punto un programma nazionale di educazione e sostegno. Ha poi preso la parola Monique Kantiono, rappresentante dell’associazione CIDEL, coordinamento di iniziative femminili per l’autonomia delle donne, la lotta all’analfabetismo e la promozione della dignità: “Dobbiamo portare i cittadini a immaginare, iniziare, osare per la loro affermazione – ha affermato – l’Esposizione Universale è una grande opportunità per incontrare partner, valutare, sognare e realizzare il sogno di rendere le donne libere e autonome”. Il riscatto della donna è stato il tema anche dell’intervento di Lidia Pomodoro, che nel 2003 ha contribuito a creare in Angola un tribunale per i minori: “Mai più sopraffazione, mai più fame, mai più donne schiave visibili o invisibili costrette a occuparsi solo del mondo familiare, usate e strumentalizzate.”

Le donne sono il futuro del Continente Africano

La serata dedicata agli spettacoli è stata aperta dalla Commissaria Generale Albina Assisi Africano, che ha ricordato i molti cambiamenti sociali merito delle donne. Molte di loro sono invisibili, soprattutto nei contesti rurali, ma il loro impegno è pieno di dignità e occorre renderlo visibile. Tutte insieme, le donne rappresentano il futuro del continente africano, va data loro possibilità di azione tramite l’accesso alla terra e al credito, fornendo occasioni di business su piccola e larga scala e attuando politiche concrete. Infine la Commissaria dello Zimbabwe Constance Zhanje ha sottolineato come l’uguaglianza di genere faccia parte dei Millenium Development Goals delle Nazioni Unite e dell’agenda del “Sustainable Development Summit" di settembre.
 
 

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