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Il Brasile presenta i contributi della ricerca sulla green economy a Expo Milano 2015. Nuove opportunità tecnologiche lungo tutta la filiera alimentare

24 set

Brasile agricoltura a basse emissioni news

Mercoledì 23 settembre Expo Milano 2015 ha offerto un interessante dibattito sul futuro dell’agricoltura mondiale e brasiliana, concentrandosi su interventi finanziari, politiche green e le innovazioni dei prossimi dieci anni. Hanno partecipato all’incontro presso il Padiglione del Brasile  André Favero, Apex-Brasil, Paulo Branco, Fondazione Getulio Vargas, Tiziana Carriglio, Camera di Commercio Italo-Brasiliana, Annelise Vendramini, Fondazione Getulio Vargas, e Rafaela Guerrante, Istituto Nazionale della Proprietà Industriale.
 
Responsabilizzazione delle banche e incentivi per una agricoltura a basse emissioni di gas serra
 
L’occasione ha permesso di presentare i risultati di ricerche scientifiche volte a incrementare la sostenibilità ambientale. In particolare Vendramini si è soffermata sulla competitività del sistema finanziario e il ruolo da attore che questo dovrebbe avere per un futuro sostenibile. Dopo aver ripercorso la storia legislativa del Paese a favore della protezione ambientale, Vendramini ha spiegato come “le banche, gli istituti d’investimento e le compagnie assicurative in Brasile debbano fare i conti con la forte presenza dello Stato e della Banca Centrale: tutti gli attori finanziari devono adottare politiche sociali, redigere dei bilanci specifici e sono obbligati di mantenere una riserva monetaria in caso di responsabilità per danni ambientali”. Lo studio che ha analizzato i dati degli istituti bancari ha mostrato dei risultati incoraggianti per tutto il sistema brasiliano, con la necessità negli anni a seguire di sviluppare maggiormente l’impegno delle compagnie assicurative. Il secondo studio presentato si è concentrato su un’agricoltura a basse emissioni di gas serra, con un programma che promuove incentivi per i coltivatori. “Il piano ABC – ha illustrato Vendramini – stimola gli investimenti ma a condizione che vengano applicare 7 tecnologie, come il recupero di aree degradate per il pascolo, l'integrazione di agricoltura con l'allevamento del bestiame e lo sviluppo di interventi di riforestazione”. Adattato a diverse realtà regionali, i risultati mostrano ancora una bassa domanda rispetto alle aspettative, nonostante la lungimiranza del piano che unisce competitività con cambiamenti climatici.
 
Il potenziale di sviluppo in Brasile risiede nelle tecnologie non protette
 
Guerrante si è soffermata sulle opportunità tecnologiche per innovare nella catena agroalimentare brasiliana, con confronti con la situazione mondiale. Lo studio ha evidenziato su quali aree nel Paese è conveniente investire che non sono ancora sotto la protezione di brevetti industriali, l’identificazione degli attori chiave e le tecnologie che si svilupperanno nei prossimi 10 anni. “Supporti per le piante, questioni di risparmio di acqua e soluzioni attraverso l’idroponica sono gli ambiti dove si vedranno i maggiori investimenti. Per i raccolti si nota un monopolio di aziende giapponesi che sono proprietarie dei brevetti innovativi, mentre il grande potenziale del Brasile è che quasi il 90% delle tecnologie nel Paese non sono protette da brevetti, e sono quindi utilizzabili”.
 
 
 

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