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Attività sostenibili in Angola, la voce dei un Paese che non soffre più la fame.

29 ago

29 agosto libro Angola Dettaglio

Il Padiglione dell’Angola ha ospitato Elsa Maria Barber, scrittrice e giurista, la quale ha rappresentato nel suo libro uno degli aspetti con cui l’Angola ha sconfitto la fame.
 
 
 
Nell'ambito del programma dei festeggiamenti per il quarantesimo anniversario, l'Angola ha celebrato la propria indipendenza con un palinsesto ricco di eventi culturali e di intrattenimento organizzati presso il suo Padiglione a Expo Milano 2015. Il 29 agosto il programma ha previsto la presentazione del libro “Attività sostenibili in Angola” della giurista Elsa Maria Barber, la degustazione di specialità tipiche e in serata alcune perfomance di danza e musica tradizionale.
 
Parole e immagini per descrivere una storia
La terza giornata dei festeggiamenti che dal 27 al 29 agosto hanno celebrato i quaranta anni di indipendenza è stata aperta dal Direttore del Padiglione, Ditutala Lucas Simão e dalla Commissaria generale per Expo Milano 2015, Albina Assis Africano, la quale ha introdotto la prubblicazione di Elsa Maria Barber parlando di “un libro fondamentale per la conoscenza della cultura angolana che perfettamente si rispecchia in una realtà come quella del commercio informale essenziale per l'economia è la tradizione di Luanda.” In “Attività sostenibili in Angola” la scrittrice angolana descrive le varie tappe della distribuzione e della commercializzazione dei beni e servizi, secondo gli usi e i costumi che caratterizzano il popolo angolano. “Attraverso queste tradizioni  l'Angola trova un mezzo dignitoso per ottenere le risorse necessarie per sostenere le proprie famiglie attraverso il commercio soprattutto di prodotti alimentari locali” afferma Elsa Maria Barber durante la conferenza.
 
Così le tradizioni sconfiggono la fame
L’Angola mostra un volto tipico delle strade di Luanda, un volto segnato da un periodo di instabilità e violenza che oggi il Paese è orgoglioso di dire superato anche grazie a tutte le attività di vendita informale, per questo la vendita ambulante di generi alimentari acquisisce un significato fondamentale per il popolo angolano. “I mezzi informali, quasi senza regolamentazione” ha sottolineato Barber “di cui il commercio ambulante è esempio, hannoradici antichissime nella tradizione angolana, anche se con il passare del tempo è stato influenzato dal commercio ambulante portoghese.” Un’attività che oggi costituisce un volano per l’occupazione e che sviluppa le capacità imprenditoriali soprattutto femminili, generando i mezzi necessari per il sostentamento delle famiglie. “Il libro” conclude la Commissaria Assis African “testimonia la forza del popolo angolano, di un popolo che dopo la guerra ha alcune carenze, ma non soffre più la fame."
 

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