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A Expo Milano 2015 un convegno sul futuro delle biotecnologie agricole

10 set

OGM CNR Palazzo Italia DETTAGLIO

Genetisti, biologi, agronomi, ma anche giornalisti, agricoltori e attivisti di ONG, giovedì 10 settembre Expo Milano 2015 ha ospitato un importante convegno sulle biotecnologie agrarie, tema cruciale nel dibattito sul futuro dell’alimentazione. Realizzato a Palazzo Italia, l’incontro è stato organizzato dalla Società Italiana Biologia Vegetale SIBV e dalla Società Italiana Genetica Agraria, in collaborazione con il CNR e l’Università Statale di Milano.
 
Un confronto aperto e multidisciplinare
 
Suddiviso in due parti, durante la prima sono intervenuti Alessandro Vitale (Istituto di Biologia e Biotecnologia Agraria, CNR, Milano), Francesco Salamini (Accademico dei Lincei), Mark Stitt (Max-Planck Institute for Molecular Plant Physiology, Golm, Germany), William Gruissem (Swiss Federal Institute of Technology, Zurich, Switzerland), Luis Herrera-Estrella (National Laboratory of Genomics for Biodiversity, Irapuato, Mexico), Michele Morgante (Presidente della Società Italiana di Genetica Agraria). E’ seguita poi una tavola rotonda moderata da Giovanni Carrada (Rai), a cui hanno partecipato Antonio Boselli (Presidente Confagricoltura Mi – Lo - MB), Federico Pedrocchi (Radio24, conduttore di Moebius e FoodLab), Michele Stanca (Presidente Unione Nazionale delle Accademie per le Scienze Applicate allo Sviluppo dell’Agricoltura, alla Sicurezza Alimentare e alla Tutela Ambientale), Francesco Torrigiani (Partnership and Program Policy di Oxfam Italia, advisor per lo sviluppo rurale), Marialuisa Villa (Altroconsumo, Relazioni Istituzionali).
 
Migliorare le piante per sfamare una popolazione in crescita
 
“Già nel 2030, tra soli 15 anni, la popolazione mondiale sarà arrivata a oltre 8 miliardi di persone – ha spiegato William Gruissem – spesso si dice che produciamo più cibo di quello di cui abbiamo bisogno, ma questo è vero solo per alcuni Paesi, mentre molti altri sono già costretti a importare cibo. In particolare non sono autosufficienti molti tra i Paesi più poveri, dove però la popolazione sta crescendo più rapidamente: nei prossimi anni dovremo avere piante che producano più cibo, ma consumando meno acqua e meno superficie agricola”
 
Oltre il transgenico
 
Neo eletto Presidente della Società Italiana di Genetica Agraria, Michele Morgante ha delineato le tendenze delle biotecnologie del futuro: “Con le tecniche attuali di ingegneria genetica possiamo migliorare una pianta partendo dal suo stesso genoma, sfruttando cioè i geni positivi già presenti naturalmente al suo interno – ha spiegato – in questo modo possiamo salvare le nostre varietà agricole tradizionali, minacciate da agenti patogeni nuovi arrivati con la globalizzazione”.
 
Rispettare e ascoltare il cittadino
 
Uno degli interrogativi che sono stati posti nella tavola rotonda è perché il dibattito italiano sugli OGM sia così polarizzato e surriscaldato. “E’ fondamentale che la comunità scientifica spieghi in modo corretto il funzionamento delle biotecnologie al grande pubblico, che va ascoltato e rispettato – ha affermato Marialuisa Villa di Altroconsumo. Un atteggiamento di attenzione e apertura è venuto anche da Francesco Torrigiani di Oxfam: “Da parte nostra non c’è mai stata chiusura nei confronti agli OGM, anzi. Solo diciamo che le biotecnologie da sole non bastano ad aiutare i Paesi in Via di Sviluppo, ma vanno accompagnate da altre azioni come l’assistenza tecnica ai piccoli produttori, maggiori investimenti nelle infrastrutture e il miglioramento del loro accesso al credito e ai mercati”
 

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