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In Expo Gate i cortometraggi del Milano Film Festival dedicati al Tema dell'Esposizione Universale

1 set

Milano - Via Beltrami Expo Gate / 1 settembre

Milano Film Festival
“Quella che vogliamo proporre è una riflessione creativa sui Temi di Expo Milano 2015”, spiega Vincenzo Rossini, codirettore artistico di Milano Film Festival che dal 4 al 14 settembre terrà la sua 19esima edizione. “Abbiamo selezionato dei cortometraggi delle ultime 2 o 3 edizioni del Festival per stimolare la riflessione sui temi dell'Esposizione Universale dell'anno prossimo”.
 
Verrà quindi riproposto Exland, un corto francese di Mihai Grecu e Thibault Gleize del 2013, senza dialoghi in cui il paesaggio creato artificialmente sembra reale ed è “una riflessione poetica sulla Terra che viene invasa da un'alluvione di marmellata di fragole. Un richiamo all'industria alimentare che non rispetta le regole della natura” e invade il mondo con la sua artificialità. Rossini segnala anche Glucose, degli stessi autori e che ha partecipato al Festival nel 2012, dove prendendo spunto da teorie scientifiche consolidate viene mostrato il comportamento particellare della materia con i pesci rossi, ad esempio, che diventano atomi e possono attraversare il limite materico della boccia di vetro.

Il Festival verrà presentato in Expo Gate questa sera dalle 18.00. Dal 4 e fino al 14 settembre sarà invece in diversi luoghi di Milano con un programma che non comprende solo cinema, ma anche esibizioni di musica jazz.
 
Il Milano Film Festival  continua a ispirarsi all'idea iniziale di 19 anni fa: il cinema che presenta è di ricerca sia per linguaggio che per contenuti, promuove giovani talenti in ambito italiano e internazionale, insieme alla riscoperta  e alla rilettura di grandi autori della storia del cinema. È un cinema aperto a tutti, è una proposta culturale di qualità, un festival democratico e aperto, piattaforma d'informazione e approfondimento sul presente, laboratorio per i giovani, piazza internazionale. Il Festival attiva gli spazi pubblici cittadini e raccoglie davanti agli schermi oltre 100.000 persone da tutto il mondo. Le sale diventano spazi di scambio e socializzazione. Piazze, teatri, auditorium, strade, vicoli, corridoi, parcheggi, periferie, parchi, musei, gallerie sono affollati di persone di tutte le età, giorno e notte. Gli spazi pubblici della città sempre aperti, ospitali, illuminati e vissuti. “E' questa la funzione sociale del Festival, ed è ben definita”, conclude Rossini.

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