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Cluster

L'agricoltura e l'alimentazione delle zone aride

Zone aride

CLUSTER

zone aride

Zone aride

La tempesta di sabbia nel deserto è l’immagine sulla quale si basa il concept del Cluster e il simbolo della difficoltà di vivere e sfruttare il territorio delle zone aride dove, tuttavia, esistono ancora risorse vitali nascoste.
 
Una moltitudine di cilindri semitrasparenti pendono dal soffitto evocando e ricreando questa atmosfera unica. I padiglioni prendono le sembianze di pietre che si scoprono entrando in questa metaforica tempesta di sabbia.
 
 
Vita nel deserto: George Steinmetz
 
"Ho trascorso la mia intera vita professionale esplorando i deserti del mondo, o meglio la più estesa zona incontaminata del nostro pianeta. Ci sono voluti quindici anni per documentarli tutti: sono stato in 27 paesi più l’Antartico. Mentre molte persone ritengono che i deserti siano semplicemente una terra incolta, io credo che siano un bellissimo ambiente naturale, che preserva una straordinaria memoria del tempo. Mi affascina la creatività con cui gli uomini come gli animali hanno imparato a vivere in un contesto così inospitale. Il mio studio del deserto mi ha portato a volare sull’aereo più leggero e lento del mondo: un parapendio motorizzato che ho usato per fotografare questi luoghi remoti. Spesso la prospettiva aerea è la migliore per apprezzare veramente la scala e i disegni delle terre aride. Dall’alto, le forze che modellano il deserto sono evidenti a chi sa leggerle: la direzione del vento, lo scorrere di antichi fiumi, le tracce dell’uomo e degli animali, e le forze della geologia. Spero che attraverso il mio lavoro si possa iniziare ad apprezzare la bellezza dei deserti e a preservarla per le generazioni future".
 
George Steinmetz
 

George Steinmetz

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Biografia
 
George Steinmetz collabora regolarmente con il "National Geographic" e con "GEO Magazines". Nato a Beverly Hills nel 1957, Steinmetz è laureato in Geofisica. Ha iniziato la sua carriera di fotografo dopo aver girato l’Africa in autostop per 28 mesi. La sua passione è fotografare le zone deserte del mondo alla guida del suo parapendio motorizzato, che gli permette di catturare immagini uniche. Dal 1986, Steinmetz ha realizzato 27 reportage per il "National Geographic" e 32 storie per "GEO Magazines". In suoi 30 anni di carriera, ha ricevuto numerosi primi, tra cui due primi premi nella categoria Scienza e Tecnologia del World Press Photo, il Pictures of the Year, l’Overseas Press Club e Life Magazine’s Alfred Eisenstadt Awards. Ha pubblicato tre libri, "Aria d’Africa" sui suoi trenta anni di esplorazione dell’Africa, "Empty Quarter" sul Deserto Arabico, e "Desert Air", uno studio dei deserti del mondo.
Scheda Cluster
 
SVILUPPO DEI CONTENUTI: Politecnico di Milano
RESPONSABILE SCIENTIFICO: Luisa Collina
CONCEPT E LAYOUT DELLA MOSTRA: Michele Zini, Alessandro Biamonti, Barbara Camocini
AREA TOTALE: 4.030 mq
AREA ESPOSITIVA: 1.250 mq 
AREA COMUNE: 2.715 mq
AREA EVENTI: 253 mq
 
 
 
La struttura del Cluster
 
Quando il visitatore entra nel Cluster, passeggiando incontra un'oasi con una fontana d’acqua nello spazio comune. In quest’area può anche assistere a eventi e performance volti ad approfondire la conoscenza delle caratteristiche delle zone aride, le loro problematiche e le loro risorse.
 
All’estremità del Cluster si trova il mercato, dove è possibile acquistare e gustare i frutti che incredibilmente queste terre riescono a produrre.
 
Senz’acqua

Il concetto di aridità fa immediatamente pensare alla mancanza di acqua, a zone desertiche in cui la vita fa fatica ad insediarsi, a prosperare ed evolvere. Non tutte le zone aride sono uguali. Un quinto della popolazione abita in aree caratterizzate dalla scarsità d’acqua. Gli ambienti aridi sono estremamente diversi in termini di suoli, fauna, flora, equilibri idrici e di attività umane.

A causa di questa diversità non esiste una definizione univoca di zona arida. L’unica caratteristica comune di queste aree è appunto l’aridità, che spesso viene espressa attraverso un indice basato su temperature e precipitazioni, che individua tre aree: iper-arida, arida, semi-arida. Diverse soluzioni sono state promosse e utilizzate come approccio alla gestione integrata delle risorse idriche, dalla raccolta delle acque piovane alla conservazione dell’acqua del terreno. Molti dei progressi nell’agricoltura pluviale sono stati resi possibili dalla ricerca di soluzioni e innovazioni adattative alle condizioni locali: non solo sostituendo le pratiche agricole tradizionali con nuovi metodi, ma soprattutto individuando elementi delle pratiche tradizionali che si potrebbero migliorare. In questo contesto, la sfida della scarsità d’acqua e dei cambiamenti climatici richiede sforzi urgenti per garantire una qualità di vita migliore e una nutrizione adeguata.
 
PAESI APPARTENENTI AL CLUSTER
 
 
 
 
 
Giordania
 
 
La presenza ONU nel Cluster Zone Aride
 
Le terre aride rappresentano più del 40% della superficie terrestre, coprono più di 100 paesi e sono alla base del sostentamento di oltre 2 miliardi di persone. Partendo da questi dati, lo Spazio ONU in questo cluster illustra i progetti delle Nazioni Unite a sostegno delle popolazioni che vivono in questi territori e dei piccoli agricoltori ed allevatori che vi lavorano.

L'ONU è presente con 18 installazioni multimediali caratterizzate da un grande cucchiaio blu. Questi Spazi ONU si trovano in varie aree di Expo e danno vita all'itinerario dedicato al tema "Sfida Fame Zero • Uniti per un mondo sostenibile".
 
 
Scopri gli aggiornamenti sui temi deserti e fame nel mondo sul Magazine di Expo Milano 2015
 
 
 

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