Qatar

Tutte le soluzioni per produrre il cibo nel deserto

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Tra i Paesi che avvertono il problema della disponibilità alimentare con maggior urgenza, senz’altro il Qatar occupa un posto di primo piano, in quanto questa nazione importa dall’estero il 90% dei propri alimenti. Il clima desertico del Paese, infatti, è di ostacolo alla maggior parte delle coltivazioni. Per questo, il governo locale sta investendo una quota dei proventi petroliferi in progetti agricoli all’avanguardia. Tutto ciò era visibile nel Padiglione del Qatar a Expo Milano 2015, che partecipava all’Esposizione Universale con il tema “Seminare sostenibilità, soluzioni innovative per un cibo sostenibile”. Idroponica, desalinizzazione, alghe: tutte le soluzioni per rendersi autosufficienti.
L’aspetto esterno del Padiglione, tra i più riconoscibili verso la fine del Decumano, ricordava il Jefeer, il tipico canestro di foglie di palma intrecciate per la conservazione del cibo.
All’ingresso, accoglievano i visitatori le proiezioni olografiche di una mamma e di un bambino quatarioti. Nella prima sala, una grande tavola esponeva in una tavola interattiva tutti i prodotti tipici del Paese e i modi di consumarli. Qui si trovavano i famosi jeefer, i cesti cui si ispirava il Padiglione, e le otri che, trasportando il latte a dorso di cammello, lo trasformavano naturalmente in yogurt. La tavola terminava con un’illustrazione della moderna cucina del Qatar, che ha subito gli influssi di tutte le zone del Pianeta. Si entrava poi nel dettaglio dei progetti del Qatar National Food Security Program (QNFSP), il Piano nazionale di sicurezza alimentare del Qatar, come il sistema idroponico, la desalinizzazione,  la produzione d’acqua dall’umidità dell’aria (AgriVerde), le microalghe per l’acquacoltura.
Ma molte innovazioni riguardavano la parte terminale della filiera: il Qatar stava realizzando infatti un hub portuale per sviluppare i trasporti nel modo più efficiente, in quanto lo spreco di distanze e di tempi è una forte criticità in un clima desertico.
Un’altra curiosità era il progetto Filaha: il governo stava promuovendo la messa in rete di alcuni testi antichi sui metodi di coltivazione tradizionali, come base di studio e per verificare la loro applicabilità anche ai giorni nostri.

Un gran finale di emozioni, proprio al centro del jeefer
Al piano superiore, si entrava in una sala molto emozionante: siamo proprio al centro del jeefer, e qui si trovava un’installazione a forma di albero di palma sulla quale veniva proiettata la storia del Paese. I visitatori potevano assistere allo spettacolo lungo tutto il percorso di visita, che si snodava in una suggestiva spirale. Un’area di entertainment particolarmente originale era posta al pian terreno: oltre alla zona di ristoro, che proponeva tutti i principali piatti tipici qatarioti, lungo tutto il perimetro erano presenti varie attrazioni: dagli artigiani che realizzavano davanti ai nostri occhi cesti e altri oggetti dalle foglie di palma o modellini di imbarcazioni tradizionali, alla ricostruzione di una cucina tradizionale, alla possibilità di farsi fare una foto in abiti tipici qatarioti, all’opportunità (solo per le donne), di farsi gratuitamente decorazioni in hennè su mani e braccia.

Scopri il Padiglione Qatar nell’archivio di Expo Milano 2015