Oman

L’importanza di ogni goccia d’acqua

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Il Padiglione Oman s’ispirava al tema di partecipazione “L’eredità nei raccolti: sfruttare il mare, il sole e la sabbia”. All’ingresso, si trovava l’installazione di una meridiana, con alcune pietre poste lungo la superficie. Nell’antichità, infatti, la distribuzione dell’acqua nei villaggi veniva decisa con questo metodo: a ogni comunità spettava un’ora del giorno, corrispondente al momento in cui l’ombra della meridiana raggiungeva la pietra simboleggiante il proprio villaggio. Una riprova della forte tradizione del Paese nella gestione delle risorse idriche, alla quale era dedicata nello specifico la prima sezione del Padiglione: “Sfruttare ogni goccia d’acqua”. La principale fonte idrica dell’Oman è il khareef, il monsone estivo che, attraversando l’Oceano Indiano, alimenta gli aflaj, un antico sistema di irrigazione formato da una fitta rete di canali e dighe risalenti a oltre 2.000 anni fa e che fa parte dei Patrimoni dell’Unesco.

Datteri e rose tra le colture simbolo
La seconda sezione, dal titolo“La nostra ricca eredità agricola”, riguardava l’agricoltura con le sue coltivazioni, dal miele delle oasi alle nocciole e ai raccolti di rose nella regione montagnosa di Jebel Akhdar. Le rose, in particolare, vengono utilizzate nel Paese sia per l’acqua di rosa, sia per il profumo Amouage, creato da Guy Robert. Le palme da dattero, cuore della tradizione agricola omanita, erano il centro di questa sezione, con il progetto “un milione di palme”, che dovrebbe completarsi nel 2025. Esposte anche le principali proteine su cui poggia la dieta omanita, attraverso sagome degli animali più consumati, rappresentati non in dimensione reale, ma in proporzione al consumo interno: pesce (il più grande), pollo, agnello e manzo (il più piccolo). E’ stata anche proposta un’installazione che riproduceva in forma semplificata il sistema acquaponico, dove vegetazione e pesci vivono in perfetta armonia. Nella terza sezione “I tesori dei nostri mari”, il visitatore poteva conoscere la ricchezza degli ambienti marini, dell’industria della pesca, ancor oggi basata su tecniche tradizionali. Il Paese, che ha dichiarato la volontà di raddoppiare il ricavato della pesca entro i prossimi 30 anni, è attualmente impegnato nell’attivazione di nuove normative per la salvaguardia delle aree marine e l’incentivazione alla pesca di specie autoctone. Il sultanato sta inoltre costruendo una barriera corallina artificiale, attraverso delle installazioni sul fondale marino completamente naturali, intorno alle quali dovrebbero nel tempo formarsi le calcificazioni.

Si entra nel sablat, la stanza tipica del pasto
La quarta sezione “Benvenuti nella nostra casa” era l’icona dell’autentica e amichevole ospitalità omanita, con il rito del caffè e dei datteri e con la condivisione di piatti saporiti e speziati. In scena il sablat, la stanza della tipica casa omanita dove la famiglia accoglie gli ospiti in occasione di feste. L’area riproduceva inoltre una tipica cucina locale, con tutti gli ingredienti e gli utensili necessari per preparare i piatti della tradizione. Ma non solo: una proiezione mostrava una tipica donna omanita intenta a preparare il pasto.
Il visitatore poteva poi gustare una grande varietà di pietanze tradizionali, dalla cucina di tutti i giorni ai piatti per le feste, nel Sablat, un ristorante in perfetto stile omanita.

Scopri il Padiglione Oman nell’archivio di Expo Milano 2015