Marocco

Un viaggio tra i sapori delle cinque aree del Paese

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Nel 2008, il Marocco ha lanciato il piano “Marocco verde”, per permettere l’autosufficienza alimentare della popolazione e l’esportazione delle filiere d’eccellenza. Nel Padiglione di Expo Milano 2015, intitolato “Viaggio di sapori”, se ne potevano vedere i risultati. Il percorso era suddiviso in base alla diverse Regioni del Paese, ognuna con proprie specifiche eccellenze alimentari. All’ingresso, i pannelli spiegavano l’importanza dell’agricoltura per l’economia marocchina: il 40% della popolazione trae le proprie risorse da questo settore. Entrando, ci si tuffava nelle acque marine che circondano il Paese: un video di forma circolare che ricordava un oblò proiettava degli spruzzi d’acqua, ricordando un bel tuffo o una traversata via mare.

Clementine e mandorle sul Mediterraneo, fichi, capperi e uva nella regione centrale
La prima zona era l’area che si affaccia sul Mediterraneo: frutti tipici di quella regione sono le clementine di Berkane (una IGP dal 2010) e le mandorle di Tafraout (il Marocco è il quinto produttore al mondo). Seguiva la regione centrale del Paese: qui il visitatore poteva trovare i fichi di Ouezzane. Un’altra specialità di questa zona sono i capperi di Safi, di cui il Marocco è il primo produttore ed esportatore mondiale, destinando ai mercati esteri il 98% della produzione. Infine, nell’area centrale del Marocco si trovava l’uva (terzo produttore africano), in particolare nella variante Doukali (IGP) e moscata di Skhirat.

Melegrana, zafferano e olio d’Argan sul monte Atlante. Ostriche, peperoncini, fagiolini e pomodori lungo la costa Atlantica
La terza area era il monte Atlante, dove cresce la melagrana Sefri. È inoltre la terra del prezioso zafferano di Taliouine (che cresce tra i 1.000 e i 2.400 metri), di cui il Marocco è il quarto produttore mondiale. Dalle zone montuose, poi, proviene il famoso olio d’Argan, molto usato in cosmesi. La quarta zona marocchina da visitare era la costa atlantica: qui si pratica la pesca, anche alle ostriche, e crescono peperoncini e fagiolini extrafini, un’altra specialità di cui il Marocco è il primo produttore ed esportatore al mondo. È anche la zona di un prodotto simbolo della cucina marocchina: il pomodoro.
Infine, la quinta zona era il grande Sud, una vasta area desertica che veniva percepita anche dai sensi grazie a una temperatura del Padiglione sensibilmente più calda. Ma anche una zona arida come questa può essere fertile, e regalare fichi d’India, rose (in particolare la rosa di Kelâat M’gouna-Dadès, da cui si ricavano oli essenziali e acqua di rosa), i datteri Majhoul di Tafilalet, una delle varietà più nobili, e il celebre cous cous, una preparazione di cinque cereali riconosciuta IGP e ancora oggi preparata a mano.

Nel giardino botanico o al bar per un tè alla menta
La visita terminava con una passeggiata nel bellissimo giardino botanico esterno, circondato da un rivolo d’acqua. Al bar si potevano gustare Le delizie e Le dolcezze del Marocco, tra cui dolci, spremute d’arancia e un piacevole tè alla menta.

Scopri il Padiglione Marocco nell’archivio di Expo Milano 2015