Kuwait

Tra le dune del deserto, alla scoperta di un popolo fiero che conosce il valore dell’acqua

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L’incanto del deserto misterioso che ammaliava, svelando i suoi tesori ai visitatori. Era il fascino del Kuwait, un piccolo Stato del Medio Oriente che sa come affrontare sapientemente le sfide insite in un ambiente apparentemente poco ospitale, e che si raccontava in un maestoso Padiglione situato sul Decumano tra la Germania e gli Stati Uniti. All’ingresso, quasi come fosse un implicito ringraziamento all’elemento dell’acqua, erano state collocate due fontane azzurre decorate a mosaico, di quelle che si possono trovare tra le strade del Paese, mentre la struttura del Padiglione richiamava le imbarcazioni tipiche kuwaitiane chiamate Dhow. Ad accogliere i visitatori che si apprestavano a varcare la soglia, c’era una cascata d’acqua fresca che scendeva dall’alto, anche in questo caso in onore a questo simbolo di vita così prezioso e soprattutto raro, almeno in alcuni territori del Pianeta.

Nel deserto, dove convivono le serre e i pozzi di petrolio
La visita al Padiglione del Kuwait era concepita come un viaggio finalizzato alla comprensione di cosa fosse la vita nel deserto e di come i kuwaitiani fossero riusciti a rendere il loro territorio un luogo ospitale e ricco di risorse. Il deserto si trasformava sotto gli occhi dei visitatori che apprendevano come fosse il Kuwait camminando tra le sale che proiettavano suggestive immagini in time-lapse su tutte e quattro le pareti delle stanze, dando la possibilità di immergersi in un affascinante, anche se breve, viaggio virtuale nel deserto. Al termine della seconda stanza, i visitatori entravano in un’immensa e luminosa sala dove era stato realizzato un grande plastico. Lì era riprodotto l’ambiente tipico del Kuwait, quello antropizzato e costituito da insediamenti urbani, pozzi petroliferi, raffinerie e allevamenti ittici. Sullo sfondo, il mare. Alle pareti di vetro, un orto verticale realizzato con centinaia di piante idroponiche rappresentava l’impegno del Paese mediorientale nello sviluppo dell’agricoltura. Sul soffitto i tappeti tipici con motivi geometrici sui toni del nero, del bianco e del rosso, rendevano l’atmosfera calda e accogliente.

Passeggiando lungo il suk, tra incensiere e profumi
Proseguendo la visita, si entrava nel suk, il mercato tipico dei Paesi arabi dove erano esposte le mercanzie che si potevano trovare comunemente in Kuwait: incensiere, teiere, profumi, strumenti musicali, il gioco della dama – molto in voga tra i pescatori – e raffinati gioielli d’oro. Nella sala caffè, era possibile guastare del buon tè alla menta accompagnato da deliziosi dolcetti al miele. Dagli schermi appesi alle pareti, tra i divani, alcuni cittadini kuwaitiani raccontavano la loro storia di vita in italiano, inglese e arabo. Nel ristorante, era possibile gustare,  in un ambiente raffinato, una vera specialità del Paese: il machbus, una sorta di ricco e saporito cous cous a base di riso.

Scopri il Padiglione Kuwait nell’archivio di Expo Milano 2015