Israele

Moran Atias presenta il suo Paese, un granaio di conoscenza per tutto il Pianeta

50_H_0062_ISRAELE.png;filename_=UTF-8''50_H_0062_ISRAELE

Al Padiglione di Israele è andato senz’altro il merito di condensare in un percorso semplice i contenuti del suo tema di partecipazione a Expo Milano 2015: Fields of tomorrow.
I campi di domani erano visibili fin dall’aspetto esterno del Padiglione, molto suggestivo, che presentava un campo verticale, ovvero una parete coltivata con grano, riso e mais utilizzando un sistema di irrigazione a basso impatto ambientale tipico delle tecniche agricole israeliane più avanzate. Il giardino verticale – che diventava così una parte essenziale della struttura – era conforme alle regole della bio architettura e realizzato al 100% con materiali riciclati, tanto da soddisfare lo standard di certificazione internazionale Gold LEED. Il sistema d’irrigazione, con brevetto israeliano, non solo permetteva di risparmiare sul consumo di acqua, ma era in grado di abbattere l’emissione di sostanze inquinanti. L’idea era riuscire a raggiungere con un allestimento d’impatto anche i visitatori che non sarebbero entrati nel percorso espositivo.
Due sale presentavano l’innovazione agricola di ieri e di oggi
Il percorso espositivo – guidato dall’attrice israeliana Moran Atias – ha presentato Israele come ‘granaio di conoscenza’, capace di fornire soluzioni agricole all’avanguardia, da condividere con tutto il mondo. La sala d’attesa per i visitatori faceva parte integrante dell’esperienza di visita, perché un attore introduceva i temi del percorso iniziando un dialogo con Moran Atias, presente non di persona, ma attraverso uno video. Il percorso si articolava in due sale. Il primo spazio presentava l’agricoltura Israeliana utilizzando un’avvolgente esperienza multi sensoriale attraverso wall video con filmati 3D. l’attrice israeliana presentava altri membri della sua famiglia, agricoltori o ricercatori, che spiegavano come la giovane nazione di Israele in meno di 70 anni sia riuscita a trasformare un terreno arido in un fiorente giardino grazie a metodi innovativi. Oggi soluzioni come l’irrigazione a goccia o prodotti innovativi come il pomodoro ciliegino sono diffusi in tutto il mondo.
L’innovazione israeliana non ha confini
Il secondo spazio conteneva una parete di LED che creava sculture rappresentanti il meglio della tecnologia agricola, che si muovevano all’interno della sala, sopra le teste dei visitatori.  Qui, attraverso schermi circolari posti in sospensione, veniva presentato il contributo di Israele all’innovazione agricola internazionale, per esempio alla coltivazione di un grano di più alta qualità per la pasta italiana, a metodi di mungitura automatizzati in Asia, a soluzioni innovative in Australia.
Per finire, un bel pic nic all’aria aperta
Il Padiglione ospitava anche uno store con gadget caratteristici e cartoline di Israele e della Terra Santa. Il ristorante del Padiglione offriva piatti tipici e caratteristici della cucina israeliana: due tipi di hummus, falalel, diversi tipi di majadera e insalate o tabulè con pane pita. Tutto rigorosamente kosher. Filo conduttore dello spazio di ristoro era il “pic nic israeliano”: i tavoli di legno erano infatti posti in spazi aperti e i commensali potevano trovare, appese alle pareti o sulle mensole, delle ceste in vimini.

Scopri il Padiglione Israele nell’archivio di Expo Milano 2015