Cluster Riso

Un viaggio nelle risaie, nelle civiltà, nel mondo.

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Una passeggiata nelle risaie, tra campi coltivati: la visita al Cluster del Riso portava in un ambiente agreste e bucolico. Gli specchi che ricoprivano le facciate dei Padiglioni creavano l’illusione ottica di trovarsi immersi in una grande risaia. Le risaie che si moltiplicavano alla vista introducevano all’esperienza tra i Paesi che producevano questo cereale preziosissimo, declinato in moltissimi  tipi, tra cui l’integrale, il rosso, il brillato, il parboiled, il basmati.

Un viaggio nel mondo sulla strada del riso, tra sapori, immagini e artigianato locale
Il viaggio nel mondo del riso iniziava attraverso i Paesi che producono questo alimento base per quasi tre miliardi di persone nel mondo: Myanmar, Laos, Bangladesh, Cambogia,  Sierra Leone e India – rappresentata dal Padiglione Basmati.
All’esterno dei Padiglioni la mostra fotografica del fotografo Contrasto Gianni Berengo Gardin portava vicino alla civiltà contadina  e faceva vedere in scatti i paesaggi del riso, tra chi questo alimento lo produce, lo coltiva, lo tocca. Era un viaggio fotografico nella storia, nella civiltà, nei luoghi, attraverso la lente di un grande fotografo che ama definirsi “testimone della nostra epoca”. All’esterno dei Padiglioni era anche possibile vedere i macchinari per la produzione di riso del primo Novecento: lo sponsor del Cluster, Riso Scotti, aveva scelto di illustrare il metodo di trasformazione attraverso alcuni attrezzature storiche di proprietà della Riseria Scotti, protetti da teche espositive e accompagnati dal racconto dei processi produttivi.

Ogni Paese aveva un Padiglione dedicato, dove metteva in mostra le eccellenze non solo gastronomiche naturalmente collegate alle diverse tipologie di riso prodotte, ma anche quelle relative all’artigianato caratteristico. Delle porte mettevano in collegamento i singoli spazi, creando un legame tra luoghi e storie. Simboli e tradizioni venivano reinterpretati e portati negli spazi espositivi. Nel Padiglione Riso Basmati, ad esempio, c’era un’interpretazione dell’albero della vita: la verde struttura che si ergeva al centro del padiglione era immediatamente visibile dall’ingresso e creava un’atmosfera suggestiva che portava in luoghi lontani, richiamando alla mente il più vicino Albero della Vita presente sul Sito Espositivo.

Passeggiando nei Padiglioni colori, profumi, suggestioni invitavano a scoprire la cultura dei  diversi Paesi: venivano proiettati video che evocavano cultura e artigianato e venivano anche date notizie circa il turismo. Sulle facciate esterne era possibile leggere le tavole informative che informavano sulla storia del riso, le tipologie, la ricerca, lo sviluppo e l’innovazione che lo riguardavano. Una mostra tematica raccontava ciò che stava dietro un chicco di riso: patrimoni, saperi, culture che si potevano trovare declinati in ogni Padiglione.
All’esterno vi erano tre piccoli padiglioni: uno dedicato al risotto basmati italiano, uno all’artigianato indiano e uno dedicato al “pane volante” e sushi basmati.

Scopri i paesi appartenenti al Cluster Riso nell’archivio di Expo Milano 2015

Bangladesh: “Sostenibilità nella produzione di riso, per una vita migliore in un’era di cambiamenti climatici
Cambogia: “Il riso, coltura di una terra dalla forte eredità culturale
Sierra Leone: “Sicurezza alimentare, un mezzo dell’agenda per la prosperità
Myanmar: “Nutrire il futuro con riso/cibo nutriente, sicuro e tracciabile
Repubblica Democratica Popolare Laos: “Il riso e la biodiversità – La cucina e la cultura del Laos
Padiglione Basmati: “Un riso che nutre milioni di persone