Barhain

Una fresca passeggiata tra dieci frutteti

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Il Padiglione del Barhain si presentava come una pausa rinfrescante e di grande ristoro. Ricreava infatti dieci diversi frutteti, ognuno dei quali proponeva alberi tipici dell’arcipelago come banano, fico, giuggiolo, olivo, papaya, vite, limone, fico d’India, palma da dattero e melograno. Ciascuno fioriva in un momento diverso nell’arco del semestre espositivo, così da diventare anche un simbolo della stagionalità della natura.

Il visitatore si muoveva attraverso sentieri circondati da pannelli bianchi, fermandosi a ogni tappa per conoscere le caratteristiche di piante ancora preziose per l’economia del Barhain, nonostante appartengano alla cultura agricola del Paese fin dall’antica civiltà Dilmun (successivamente chiamata Tylos), come dimostravano i reperti archeologici presenti nella sala.

Un’antica eredità usata anche dall’industria moderna
Addirittura l’origine barheinita di alcune di queste varietà è attestata dalla Bibbia o dal Corano. Come il fico, presente nel libro del Deuteronomio dove è descritto come una delle specie autoctone del Medio Oriente e in particolare della terra di Canaan. Nel Bahrain le foglie di fico vengono usate dalle ragazzine in un gioco molto popolare dove vengono raccolte e ordinate in base alla loro grandezza, oppure usate per creare composizioni.
Anche la palma da dattero, che in Barhain occupa l’85% del suolo dedicato alla frutta, è citata già nel Corano. Si dice che la sua acqua – detta Ma’Liqah – abbia anche proprietà medicinali. Molte di queste piante hanno poi un utilizzo in cosmesi, in particolare il giuggiolo e la papaya, molto diffuse nei prodotti per capelli.
Verso la sicurezza alimentare
Al centro del Padiglione, chiamato Archeologie del verde, era proiettato un video che voleva proporre una riflessione sugli spazi dell’agricoltura in Barhain, dalle tecniche più tradizionali alla moderna idroponica. Conoscenze che la stessa Expo Milano 2015 ha contribuito ad arricchire o a diffondere.
Infine, il Padiglione ospitava una caffetteria che proponeva piatti tipici locali che utilizzavano i frutti barheiniti in stagione.