Angola

Un baobab conduce alla corretta alimentazione

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Il Padiglione dell’Angola, tra i primi che si incontravano entrando dall’ingresso Ovest, era molto spettacolare fin dall’esterno: era infatti caratterizzato da facciate in legno modulate secondo le geometrie tipiche dei tessuti del Paese. Grazie a questa superficie ventilata, la luce naturale penetrava gradevolmente nelle sale.
L’edificio si snodava su tre livelli, sovrastati da una grande terrazza.
Già prima di accedere al percorso espositivo, lungo il perimetro esterno, erano disponibili dei visori (posti a doppia altezza, per adulti e per bambini) che permettevano di ammirare, come attraverso un cannocchiale, i paesaggi più belli dell’Angola.
L’esposizione, che aveva per tema “Cibo e cultura, educare per innovare” presentava le ricchezze naturali e le risorse alimentari del Paese sotto tutti i profili, articolandoli in quattro capitoli: origini, crescita, sostenibilità e futuro.
Entrando nella prima sala, posta al primo piano, colpiva la forma stilizzata di un baobab africano al centro della struttura che attraversava lo spazio tra i vari piani. Alle pareti, erano illustrate le principali forme di sostentamento alimentare del Paese: pesca, allevamento, agricoltura e apicoltura. L’esposizione si serviva di gigantografie e sagome in legno. Schermi interattivi fornivano informazioni aggiuntive. Lo spazio centrale del baobab era qui dedicato alla donna angolana, attraverso video con interviste alle più celebri rappresentanti del Paese africano.
Verso la modernità: conservazione, ricerca e…prove d’assaggio
Salendo al piano superiore – Crescita e sviluppo – già lungo le scale era possibile scoprire come la cucina angolana permetta di rispettare appieno la piramide alimentare, in quanto la natura del Paese fornisce tutti gli alimenti indispensabili alla corretta nutrizione. Il secondo piano era un viaggio nell’alimentazione e nella gastronomia dell’Angola. Erano infatti qui presentati i principali piatti della tradizione locale, che unisce gli influssi brasiliani, portoghesi e persino italiani (uno dei piatti tipici è la polenta!).
La cucina locale era illustrata attraverso show cooking in cui alcuni chef mostravano la preparazione domestica dei piatti tradizionali.
Al terzo piano, attualità e futuro, si mostrava la capacità dell’Angola moderno nel trasformare, conservare e innovare il mondo del cibo. Era anche presente un gioco interattivo per sapere se le proprie abitudini alimentari erano corrette.
Infine, sulla terrazza alcuni orti botanici offrivano uno scorcio della flora angolana. A questo livello si trovava anche il ristorante panoramico, che in uno spazio informale semiaperto circondato dal verde offriva specialità ittiche tipiche come il cartoccio di pesce spada angolano e la bisque di aragosta. E, per chiudere, una trilogia di mousse tropicali.