Uruguay

La sostenibilità con il sorriso sulle labbra

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I vegetariani forse dissentiranno, ma era difficile resistere al profumo di carne alla griglia che si sprigionava dal Padiglione dell’Uruguay. Il Paese aveva infatti puntato sulla sua specialità – che per bontà contendeva il primato ad Argentina e Brasile – per attrarre al Padiglione gli amanti dell’asado (la grigliata mista consumata abitualmente la domenica in tutte le case). Nel ristorante parrilla gourmet Uruguay Natural, che ogni giorno accoglieva in media 500 commensali, la carne alla griglia fornita dall’Istituto Nazionale della Carni e cucinata dagli chef Tomás BartesaghiEduardo IturraldeRodrigo FernándezAgustín Urrust – la faceva da padrona. Anche il vino rosso e l’olio d’oliva utilizzati erano rigorosamente uruguayani. Ma l’offerta gastronomica era anche l’occasione per spiegare che, nel Paese sudamericano, tutti i capi bovini sono completamente tracciati, allevati a cielo aperto e nutriti nelle praterie naturali senza ricorso a ormoni o trattamenti chimici.

Quattro obiettivi fondamentali
La produzione ‘agro-intelligente’ era solo uno dei quattro temi intorno ai quali era articolato il Padiglione. Gli altri erano le energie rinnovabili, l’educazione e i diritti umani. Questi temi venivano introdotti sin dal percorso di ingresso al Padiglione – immerso in un giardino – attraverso quattro strutture cilindriche sulle quali erano illustrati in modo sintetico gli obiettivi dell’Uruguay nel breve periodo: arrivare al 95% di energie rinnovabili, fornire ogni alunno uruguayano di un tablet.
Sempre per ingannare l’attesa, gli organizzatori avevano pensato di mettere a disposizione dei visori 3D che proponevano un’esperienza a Cabo Polonio, una cittadina della costa non ancora raggiunta dalla corrente elettrica, e che per questo rappresenta un’attrattiva turistica unica.
Il cuore del Padiglione era il video immersivo proiettato al primo piano, al quale si accede attraverso una rampa sonora di 30 metri, con suoni e rumori provenienti dall’Uruguay.

Il filmato rappresenta un dialogo tra generazioni
Il video, filmato in 4k, era proiettato su schermi con braccia robotiche disposti attorno al pubblico.
Veniva messo in scena una sorta di dialogo tra generazioni: un nonno, emigrato dall’Italia in Uruguay quand’era in giovane età, ricordava alla nipotina i grandi progressi compiuti dal Paese in ambito agricolo e produttivo e per garantire un’istruzione gratuita ai giovani, obbligatoria fin dal 1877 per volontà di Josè Pedro Varela. Gli attuali risultati erano mostrati come il frutto dell’impegno e della laboriosità del popolo uruguayano, che pur nelle fatiche quotidiane mantiene una grande allegria e voglia di godersi la vita. Un esempio? La grande passione per il calcio che accomuna tutti gli uruguayani.

Scopri il Padiglione Uruguay nell’archivio di Expo Milano 2015