Stati Uniti d’America

Il food 2.0 dipende da ciascuno di noi

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È stato senz’altro l’orto verticale l’aspetto che colpiva di più del Padiglione degli Stati Uniti. Una grande parete divisa in pannelli motorizzati per rivolgersi sempre verso il sole. Il sistema consentiva di alimentare, attraverso un metodo idroponico e di recupero dell’acqua, oltre 40 varietà di verdure, ortaggi, cereali ed erbe aromatiche. Anche all’interno erano allestiti vasi sospesi dotati di un sistema di luci in grado di stimolare la crescita delle piante.
Il tema del Padiglione – American Food 2.0: United to feed the Planet – ricordava la volontà di esporre le soluzioni per il cibo del futuro. Non meno importante la call to action: Be one in 9 billion, che richiamava ciascun visitatore alla responsabilità individuale e a dare il proprio contributo per garantire l’accesso al cibo. Un monito che era replicato anche sulla cascata d’acqua esterna che, mediante getti di diversa velocità, materializzava spettacolari scritte.

Voci di nativi americani accoglievano i visitatori, che percorrevano il pontile di Coney Island
La rampa d’accesso allo spazio espositivo era composta da legno recuperato dal pontile di Coney Island, andato distrutto dopo l’uragano Sandy. Era composta da rare tipologie di legno tropicale come l’Ipe e il Cumaru, importati all’epoca della costruzione del pontile dalla Guyana e dal Brasile. Il passaggio dei visitatori era accompagnato da registrazioni di voci di nativi americani che ringraziano per i doni della terra.
Si giungeva così al primo piano (boardwalk level), dove, in un video, il Presidente Barack Obama spiegava il messaggio del Padiglione: tutti possiamo fare qualcosa per contribuire al diritto al cibo. I visitatori erano poi guidati nello spazio “Ricchezza Globale con la Diversità”: qui una serie di video metteva in scena, con mostre interattive, l’innovazione americana nell’agricoltura, nella politica, nella cucina, nell’alimentazione, nell’industria e nella ricerca. Nel Boardwalk level era presente anche un gioco interattivo sulla sicurezza alimentare, in cui i visitatori potevano sbizzarrirsi nel cercare soluzioni creative. A disposizione dei visitatori, erano stati anche selezionati 120 Student Ambassador delle principali università americane, per un totale di 30 lingue parlate (compreso il linguaggio dei segni).

Al piano terra, sette video illustravano il Great American Foodscape
Scesi al piano terra, i visitatori erano guidati attraverso l’esperienza “Great
 American Foodscape”: un 
viaggio nella storia e nella cultura della
 nazione attraverso sette video animazioni da un minuto (riunite sotto il titolo Farm to table) proiettate su una superficie sfaccettata. I visitatori apprendevano come i piatti tipici delle 
tradizioni degli immigrati fossero stati trasformati dalle abitudini americane, accanto ad aspetti più originari cultura culinaria a stelle e strisce, come il BBQ, il cibo on the go e i menu che si preparano per il Giorno del Ringraziamento. Prima dell’uscita, era esposta una raccolta di foto dedicate alla cucina regionale con le targhe di tutti gli Stati.

Una grande terrazza con American bar e una vista spettacolare
Completava il Padiglione la terrazza all’ultimo piano, una delle più grandi di Expo Milano 2015, dove era presente un American bar che serviva bevande, snack e apple pie. La copertura era realizzata con pannelli in SPD-SmartGlass, in grado di adattare il grado di trasparenza all’intensità della luce solare, proteggendo e rinfrescando i visitatori dalle temperature estive.
Per chi voleva assaporare qualcosa di più sostanzioso, il Padiglione Usa aveva allestito, poco più avanti, l’angolo Food Truck Nation. Piatti tipici dello street food erano serviti in furgoni (in collaborazione con lo sponsor Fiat Chrysler Automobiles), che proponevano numerosi sapori d’America: dai lobster roll tipici del Maine, agli stuzzichini BBQ, agli hamburger, fino a una varietà di dessert classici (come la cheese cake).

Scopri il Padiglione Stati Uniti nell’archivio di Expo Milano 2015