Slovacchia

Il futuro sostenibile si raggiunge con un’auto volante

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Il Paese del verde e dei boschi invitava i visitatori in uno spazio che univa innovazione e cultura. La struttura a forma rettangolare del Padiglione della Slovacchia, ricoperta di legno e verde, faceva emergere su una facciata laterale il profilo della testa della dea Vesna, che simboleggia l’energia della primavera. Sculture a forma di testa, ritratti barocchi dell’artista F.X. Messerschmidt, accoglievano i visitatori, mentre all’interno la Slovacchia declinava il tema dell’energia come forma di nuova vita. Il Padiglione si divideva in tre sezioni principali, dove il pubblico poteva ammirare i richiami alle tradizioni slovacche, le innovazioni in campo tecnologico-alimentare e l’arte come energia della vita.

Energia delle tradizioni
Il Padiglione iniziava con una parte dedicata alla tradizione del lavoro degli artigiani e alla bellezza del folklore. L’albero musicale della Fujara, scultura di metallo e legno composta da flauti, fischietti e campanelli, enfatizzava uno degli strumenti musicali popolari e metteva in risalto il flauto Fujara di legno che dal 2005 appartiene al Patrimonio dell’UNESCO. Nella prima parte si poteva ammirare anche la scultura in metallo realizzata riutilizzando strumenti di lavoro usati dai contadini, mentre l’opera chiave era l’uovo: simbolo di nuova vita e decorato con 400 raffigurazioni uniche dipinte a mano rappresentanti tutte le città della Slovacchia.

Energia delle innovazioni. Verso il futuro con una macchina volante, da settembre esposta nel Padiglione
La seconda parte del Padiglione metteva in risalto una serie di progetti innovativi o prototipi realizzati da startup e dipartimenti universitari della Slovacchia. L’attrazione maggiore era l’AeroMobil, la macchina che si trasformava in aereo in pochi minuti, presentata all’interno del Padiglione tramite video ed esposta a Expo Milano 2015 durante il mese di settembre. Come unico prototipo funzionante al mondo, il velivolo usava benzina convenzionale e poteva essere usata come una qualsiasi altra macchina. Altri esempi innovativi riguardavano i sistemi idroponici intelligenti per la coltivazione domestica (Croptech), energy drink che si potevano ottenere attraverso la liquefazione del grano di farro per una bevanda cereale naturale (Functional food) o materiali in plastica prodotti al 100% da materie naturali come mais e barbabietole da zucchero (Biodegradable bioplastic). Degli occhiali 3D che proiettavano immagini dei paesaggi e città slovacche completavano l’offerta tecnologica.

Arte come energia della vita, con reperti di 23mila anni fa
La scultura a forma di tavolo apparecchiato con piatto, forchette e tovagliolo, di Svetozar Ilavsky, voleva rappresentare la nascita e simboleggiava la sezione dedicata all’arte. Il pezzo più pregiato del Padiglione era rappresentato da un’opera datata 23 mila anni fa. La Venere di Moravany è un corpo di donna intagliato in una zanna di mammut, rinvenuto in Slovacchia, che rappresenta un artefatto preistorico di grande valore per il Paese. Nell’ultima parte del Padiglione venivano messi in risalto i cereali e tuberi tipici del Paese e soprattutto veniva sviluppato il concetto di condivisione: per migliorare la condizione alimentare dei bambini nei Paesi emergenti, ogni visitatore poteva contribuire acquistando un buono di 2 euro, il cui ricavato veniva utilizzato per sfamare un bambino del Sud Sudan.

A cena con Andy Wharol, con fotografia in stile pop art
Il ristorante dedicato a Andy Wharol, in onore dei suoi genitori di origine slovacca, offriva dei piatti tipici come gli halusky (gnocchi) con la bryndza o pietanze a base di carne accompagnati da frittelle di patate, fino ad arrivare al dolce cotto con degli spiedini per lasciare buco al centro (trdelnik). I visitatori potevano anche entrare nella struttura solo per approfittare del Andy’s selfie: una foto gratuita che veniva inviata via e-mail come ricordo della visita in stile pop art.

Scopri il Padiglione Slovacchia nell’archivio di Expo Milano 2015