Belgio

Il corridoio del tempo che porta al futuro del cibo

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Attrarre, informare, affascinare: i tre gli obiettivi (e altrettante le aree) in cui era diviso il Padiglione del Belgio a Expo Milano 2015. Si ispirava alle forme di una classica fattoria (ricordava volutamente Cascina Triulza), con le sue linee semplici in legno e vetro. Il tetto era coperto da pannelli fotovoltaici integrati di ultima generazione, realizzati con materiale organico ultraleggero in grado di catturare anche il minimo raggio solare. Grazie anche alla turbina eolica verticale all’ingresso, la struttura limitava al massimo il consumo di fonti fossili.

Il profumo delle patatine fritte attirava i visitatori
Il Belgio accoglieva i suoi visitatori prendendoli per la gola: all’esterno del Padiglione, infatti, c’era un’area pic-nic con angolo street food, noto ai visitatori di Expo Milano 2015 per il profumo di patatine fritte che invadeva il Decumano, servite con le cozze nell’immancabile moules & frites. Per concludere con un dolcetto, i tipici biscotti allo zenzero venivano distribuiti all’ingresso del Padiglione. Qui, si potevano scoprire i prodotti distintivi del Belgio, primo tra tutti la birra, richiamata da un muro di bottiglie stilizzate. Si poteva anche conoscere di più sulle diverse regioni del Belgio. Una teca conteneva inoltre la riproduzione dell’Atomium, il monumento in acciaio ideato per l’Esposizione Universale di Bruxelles del 1958, in seguito divenuto simbolo della città. Di particolare richiamo in questa sezione era l’angolo del cioccolato (dominato dall’installazione di una grande cabossa sovrastante), dove Maitre Chocolatier realizzavano sculture di cioccolato in un laboratorio a vista, lasciando anche un cioccolatino da assaggiare ai passanti. Lungo il percorso verso la cantina, si trovavano alcune teche con gioielli (il Belgio è celebre per la lavorazione dei diamanti) ispirati ai temi alimentari, esito di un concorso per giovani designer.

Insetti, idroponica, erbe selvatiche: le soluzioni per il cibo del 2050
Le seconda parte dell’esposizione, la cantina, ci conduceva nel seminterrato del Padiglione attraverso un “corridoio del tempo”, che dal 2015 conduceva allo scenario del 2050. Di che cosa ci nutriremo? La cantina era una sorta di ‘laboratorio delle soluzioni del futuro’: i sistemi presentati erano idroponica e acquaponica (con autentiche vasche di pesci), l’uso degli insetti (realmente consentito in Belgio come ingrediente miscelato ad altre farine alimentari), la riscoperta di piante selvatiche comuni.
Una scala di vetro (che rimandava naturalmente alla forma del DNA) conduceva al piano superiore, una grande sfera di vetro dotata di terrazza, per affascinare con le bellezze del Belgio contemporaneo. A colpire era soprattutto la grande spirale sospesa che ricordava le grandi serre reali di Laeken. Cuore dell’ultima sezione, era la tipica birreria belga, che offriva una ricca selezione di birre tipiche, sovrastata da tanti tubi di rame di diversa lunghezza e dimensione.
Qui era anche possibile degustare alcuni piatti tipici belgi a base di pesce o carne.

Scopri il Padiglione Belgio nell’archivio di Expo Milano 2015